Sabato 25 maggio dalle 9.30 alle 13.30 al cinema Perla in Via San Donato 38 si terrà il convegno “Il Don Bosco fa scuola: dalle Basta, il futuro di Bologna!” organizzato dal comitato Besta. Il convegno avrà due sessioni: la prima concentrata sul parco e la seconda sulla scuola media Besta. Tanti gli ospiti, tra intellettuali ed esperti di ambiente e pedagogia. E intanto il Comitato ribadisce la necessità che la collaborazione con i cittadini sia realmente tale e non fittizia.

Prima si parlerà del futuro del parco e poi delle scuole Besta: tra gli ospiti anche Wu Ming

Una mattinata di confronto con esperti di vari ambiti, per far capire all’amministrazione e alla cittadinanza che il posizionamento del comitato Besta contrario all’abbattimento delle scuole e degli alberi del Don Bosco ha delle basi radicate e sostenute da posizioni intellettuali di tutto punto. Il programma del convegno vedrà una prima sessione riguardante il parco Don Bosco, durante il quale interverranno Vittorio Marletto (ex responsabile osservatorio clima Arpae), Paolo Pileri (docente di pianificazione territoriale ambientale al Politecnico di Milano), Daniele Zanzi (agronomo, consulente di comitati ambientalismi e amministrazioni locali europee), Fausto Bonafede (botanico WWF Bologna), Mario Marcuz (avvocato). La seconda sessione riguarda la scuola e vedrà la partecipazione di Nino Pizzimenti (direttivo regionale Legambiente), Stefano Magagni (architetto ed ex responsabile edilizia scolastica per l’infanzia del Comune di Bologna), Wu Ming 2, Federica Lucchesini e Fulvia Antonelli (redazione de “gli Asini” rivista di educazione e società).

«L’intenzione del comune sul progetto Besta è sbagliato, costoso, dannoso e imposto contro la volontà dei cittadini. All’interno del convegno vi presenteremo il nostro progetto sulla scuola, più efficiente in termini di risparmio e più adeguata in termini di attività didattica» afferma un attivista del Comitato, che continua: «una cosa di cui non si parla molto è quanto il cantiere renderà difficile la continuità scolastica. Viene fuori un quadro molto allarmante dai documenti del progetto Quattrofoglie: dal progetto si evincono errori e problematicità per esempio è interessante notare che, mentre i documenti del Comune dicono il contrario, le Besta non sono mai state chiuse per il sisma del 2012 tranne per i due giorni di routine e controllo come tutte le scuole. Inoltre, non sono state costruite negli anni Settanta ma durante gli Ottanta».

Tante le problematicità dunque, soprattutto nel rapporto col Comune, a cui il comitato rimprovera un falso confronto con i cittadini. «Nessuno era al corrente di ciò che stava per accadere al parco Don Bosco, neanche gli operatori volontari che lavoravano ogni giorno sulla manutenzione del parco. Che tipo di confronto è? I percorsi partecipativi devono essere seri. Noi rimaniamo disponibili ma solo se il confronto è serio e parte dalla volontà di cambiare il progetto».

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