Mentre alcune categorie professionali sgomitano per saltare impropriamente la fila e spesso, con la compiacenza dei politici del territorio, ci riescono, altre, realmente a rischio di contagio, non vengono neppure prese in considerazione nelle liste da vaccinare.

Fra loro, gli operatori e le operatrici delle comunità per minori, dei centri di accoglienza e delle strutture residenziali meritano senz’altro un discorso a parte. Lavoratori impegnati in servizi che vengono ritenuti “essenziali”, ma invisibili per quel che concerne il riconoscimento dei loro diritti, quello di lavorare in sicurezza in primis.

Il vaccino: dicono “basta” i lavoratori ritenuti “essenziali”, ma invisibili

Ora, con il sostegno del sindacato ADL Cobas, hanno deciso di dire “basta” e con un appello aperto alla cittadinanza, si rivolgono alle autorità competenti in modo che questa palese iniquità possa venir sanata al più presto.

Per sottoscrivere l’appello bisogna mandare una mail all’indirizzo operatricioperatori.sociali@gmail.com con nome, cognome e tipo di lavoro.

Abbiamo sentito uno di loro, Diego, educatore in una comunità per minori. Qui di seguito la lettera e l’intervista.

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