Bébert edizioni e Distribuzioni dal Basso insieme per lanciare una sfida ai monopoli della cultura in Italia. Se Mondazzoli e Messaggerie controllano quasi il 70% del mercato editoriale, il meccanismo dell’open sourcing rivoluzionerà le logiche dell’accesso ai saperi.

Da circa una settimana il catalogo di Bébert edizioni è disponibile anche su Distribuzioni dal Basso, la rete distributiva italiana di documentari, musica e, ora, anche letteratura.
Una collaborazione che ha il sapore di qualcosa di più di un semplice accordo per il posizionamento nel mercato editoriale. Si tratta infatti di una sorta di sfida lanciata ai meccanismi della cultura in Italia che, in seguito a recenti manovre, stanno assumendo sempre più il volto del monopolio.

Se ha fatto clamore il cosiddetto caso “Mondazzoli“, ovvero l’acquisto da parte di Mondadori di Rizzoli, con allarmanti conseguenze sul controllo della produzione editoriale italiana, meno nota ma altrettanto pericolosa è la vicenda che ha riguardato il settore della distribuzione.
“Nel 2005 Feltrinelli ha acquistato Pde – racconta Matteo Pioppi di Bébert edizioni – una distribuzione molto apprezzata dai librai indipendenti perché riusciva a portare anche i piccoli editori in visibilità. Nel 2013, però, Feltrinelli ha venduto Pde a Messaggerie, stipulando un accordo per la vendita di 70mila titoli”.

Al monopolio della produzione, dunque, si aggiunge quello della distribuzione, che lascia a tutti gli altri editori, quelli medi e piccoli, appena il 38% del mercato e che porta i grandi gruppi distributivi ad imporre tariffe insostenibili, pari al 60% del venduto.
Le conseguenze, però, riguardano anche i contenuti prodotti, come sottolinea Emma Bombarda di Bébert: “Nel momento in cui alla base della scelta di quali contenuti proporre vi è un accordo di tipo monopolistico, è chiaro che c’è un enorme crollo del contenuto culturale proposto“. Ecco perché, dunque, sugli scaffali delle librerie siamo inondati di libri di bassa qualità, che diventano i più venduti, alimentando il meccanismo.

Per tentare di scardinare questo monopolio, Distribuzioni dal Basso propone un altro modello e altri meccanismi. Non più la logica del copyright, ma quella dell’open sourcing; non più un prezzo imposto dall’alto per l’accesso ai saperi, ma la richiesta di sostenere come possibile un’opera.
“In questo modo cambiamo lo schema – spiega Andrea “Paco” Mariani di Distribuzioni dal Basso – e questo meccanismo, impostato sulla fiducia e sul libero sostegno, funziona, visto che fra un mese festeggeremo il terzo compleanno”.

Saltando i ferraginosi e costosi anelli della filiera culturale, Distribuzioni dal Basso porta gli autori a confrontarsi direttamente col pubblico, proponendo un modello diverso di relazioni economiche.
Esperienze di questo tipo si stanno moltiplicando e, anche grazie ad internet che sta cambiando il modo di fruire della cultura, il modello impostato sul copyright sembra destinato a crollare.
“Succederà in tempi rapidi – prevede Mariani – Come succede in queste occasioni, un giorno ci si sveglia ed è cambiato tutto, senza quasi accorgersene”.