È stata immediata la reazione della Cgil all’assalto neofascista che ha colpito la sua sede nazionale a Roma sabato scorso. Domenica mattina le sedi del sindacato sono state aperte e migliaia di cittadini hanno partecipato ai presìdi in difesa dell’organizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici.
La stessa Cgil ha lanciato per sabato prossimo, 16 ottobre, una grande manifestazione nazionale e antifascista, per il lavoro e per la democrazia, che si svolgerà sempre nella capitale.

La manifestazione antifascista dei sindacati del 16 ottobre

«È evidente che qui siamo di fronte a uno sfregio della democrazia e della nostra Costituzione – afferma ai nostri microfoni Luigi Giove, segretario della Cgil dell’Emilia Romagna – Quando si attacca la sede della più importante organizzazione sindacale del nostro Paese si sta facendo un attacco non solo al movimento dei lavoratori e alla Cgil in particolare, ma più in generale alla democrazia e alla Costituzione repubblicana e antifascista».
Prima di ogni altro discorso, secondo Giove, occorre affrontare il nodo della messa al bando dei movimenti fascisti in Italia, troppo a lungo ignorato.

La questione del Green Pass, dalla cui manifestazione di dissenso è partito l’assalto alla sede del sindacato, sembra riguardare ben poco l’azione. Il segretario nazionale della Cgil, Maurizio Landini, infatti aveva chiesto che il costo dei tamponi per i lavoratori e lavoratrici che non si vogliono vaccinare non ricadesse sulle loro spalle.
«Se è vero che ci sono tra i 3 e i 5 milioni di lavoratori non vaccinati – sottolinea Giove – il problema non è digrignare i denti o appesantire il costo a carico dei lavoratori, il problema è convincerli, perché io non credo che siamo di fronte a 5 milioni di no vax. Probabilmente siamo di fronte a persone spaventate».

I movimenti neofascisti, però, fanno leva su questa paura e cercano di strumentalizzarla. «Lo denunciamo da tempo – evidenzia il segretario della Cgil dell’Emilia Romagna – Il fatto che queste formazioni abbiano trovato spazio deriva dal fatto che gli è consentito ingiustamente di occupare piazze, ma è chiaro che trovano un terreno fertile nel disagio sociale». È su questo doppio binario che si esprime la linea del sindacato esplicitata ieri dallo stesso Landini: da un lato sciogliere le organizzazioni neofasciste, dall’altro ridurre le disuguaglianze.

In vista della manifestazione del 16 ottobre l’Emilia-Romagna sta organizzando pullman e treni per partecipare. «Invito tutte e tutti a contattare le sedi della Camera del Lavoro – è l’appello di Giove – Abbiamo già ricevuto molte adesioni e credo che sarà una grande manifestazione molto partecipata e credo che possa essere una prima risposta democratica di quella parte sana della popolazione che è maggioritaria nel Paese ma che ha bisogno a questo punto di manifestarsi».

ASCOLTA L’INTERVISTA A LUIGI GIOVE:

Articolo precedenteLe infiltrazioni dei neofascisti nelle manifestazioni di dissenso
Articolo successivoUna petizione per lo scioglimento dei partiti neofascisti