In vista delle prossime elezioni amministrative c’è chi in città, anziché preoccuparsi di questo o quel candidato, di questa o quell’alleanza, ha intrapreso un percorso fatto di confronti e discussioni per portare a Palazzo d’Accursio bisogni, aspettative e desideri di una città provata da una crisi senza precedenti.

Sono realtà sociali, culturali e del mondo del lavoro, attive in città con pratiche di solidarietà e mutualismo, insieme hanno presentato il Manifesto per un governo condiviso della città. Tra i primi firmatari Arci Bologna, Cucine Popolari – Social Food, Fiom-Cgil Bologna, Associazione YaBasta! Bologna, Auser Bologna, Piazza Grande, Cantieri Meticci, Circolo Arci Brecht, Portico della Pace, Next Generation, Fondazione Grameen.

Il percorso che ha avuto un suo primo passaggio cruciale nell’assemblea del 14 gennaio scorso (ne avevamo parlato in radio con un’intervista a Rossella Vigneri, Arci Bologna). 

La scommessa è quella di valorizzare idee, spazi e pratiche presenti sul territorio, con le quali contribuire a costruire un nuovo welfare e a progettare la città del futuro, evitando il rischio di farsi strumentalizzare per sopperire alla latitanza dell’ente pubblico nell’erogare servizi vitali per la cittadinanza.

Ne abbiamo parlato con Alessandro Basi dell’Associazione Ya Basta!

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