Sono stati i primi a chiudere e saranno gli ultimi a riaprire ma, se non arriveranno sostegni e agevolazioni, c’è il rischio che i battenti non riaprano più. I circoli e le associazioni culturali bolognesi fanno presente la situazione in cui versano, si sono ritrovati per condividere ed elaborare proposte e sperano che il Comune si confronti con loro. Dopo l’appello lanciato all’inizio dell’emergenza sanitaria, i circoli di Arci, Aics, insieme ad altre associazioni, hanno dato vita ad un “Tavolo cultura”.

Cultura a rischio: il tavolo delle associazioni

“L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ha messo in ginocchio ogni ambito di produzione e iniziativa culturale – si legge nel documento di costituzione del tavolo – Una situazione che rischia di avere forti ripercussioni sul piano economico e sociale, così come sulla tenuta di quei luoghi di aggregazione e socialità presenti su tutto il territorio metropolitano di Bologna” Al punto che “molte delle realtà che sono state protagoniste della vita culturale cittadina degli ultimi anni non riescano a sopravvivere”.

“I circoli e le associazioni culturali sono importanti presìdi culturali nel territorio – osserva ai nostri microfoni Rossella Vigneri, presidente di Arci Bologna – e concorrono alla formazione del welfare. Spesso garantiscono l’accesso alle iniziative ad un’ampia fetta della popolazione, permettendo l’ingresso gratuito o con biglietti che servono soltanto a sostenere l’associazione”.
In un contesto come quello attuale, che vede una crisi che da sanitaria girerà in economica, i cittadini avranno a disposizione meno risorse e il ruolo dell’associazionismo culturale potrebbe essere centrale.

Le richieste del tavolo

I provvedimenti presi fino a questo momento dalle istituzioni non sembrano prendere adeguatamente in considerazione le realtà culturali che operano nei vari territori. Per questo motivo, il tavolo ha elaborato una serie di richieste, che attengono sia al tema economico che a quello organizzativo.
Da un lato, infatti, si chiede di concorrere alla pianificazione sulla riapertura, su come dovrà essere, con quali misure di sicurezza e quali vincoli. Dall’altro sono molto specifiche le richieste economiche.

In particolare, si chiede la sospensione dell’affitto e delle utente per gli spazi in convenzione di proprietà pubblica, così come un sostegno, attraverso forme di garanzia, per l’accesso al credito, finanziamenti diretti, annullamento dei versamenti della Tari, ma anche lo snellimento delle pratiche burocratiche e il veloce versamento dei contributi già previsti.
“Nei prossimi giorni si svolgeranno delle commissioni consigliari a cui dovremmo essere chiamati a partecipare – osserva Vigneri – Questo potrebbe rappresentare un buon punto di partenza”.

ASCOLTA L’INTERVISTA A ROSSELLA VIGNERI: