Natale si avvicina e, puntuali come le tasse, ogni anno arrivano le polemiche politiche che cercano di cavalcare il presunto rispetto della tradizione in chiave xenofoba. Il leader della Lega, quello sostiene di ricevere messaggi direttamente dalla Madonna (bosniaca) di Medjugorje, non perde occasione per aizzare la sua fanbase in chiave anti-islamica, mostrandosi scandalizzato ogni qual volta una scuola in giro per l’Italia rinuncia a realizzare il presepe o a fare recite troppo connotate religiosamente come forma di rispetto verso il credo di altri bambini.
In realtà, l’Islam riconosce Gesù come profeta, quindi il problema non sussisterebbe. Gli unici ad essere sempre e comunque discriminati rimangono gli atei, in un Paese che, da Costituzione, si professa laico.

Presepi in Italia: la laicità, questa sconosciuta

In un Paese come la Francia, che prende il tema della laicità molto (a volte troppo) seriamente, anche quest’anno è cominciata la “caccia al presepe” negli edifici pubblici. La Fédération de la Libre Pensée ha diramato una sorta di vademecum agli esponenti locali per ricordare le “pratiche da eseguire prima di rivolgersi ai giudici amministrativi”, in caso di violazione della legge del 1905 sulla laicità, tra i valori fondanti della République. In altre parole, la presenza stessa di presepi e simboli religiosi in edifici pubblici, per i francesi, è una buona ragione per intentare cause giudiziarie.

I presepi indigesti alla destra

Il mito delle tradizioni cristiane, cattoliche e apostoliche, evocato dall’estrema destra, parlamentare e non, è spesso oggetto di ironia o vero e proprio debunking in rete. Qualcuno, infatti, ricorda che i Re Magi erano un indiano, un arabo ed un persiano, mentre Giuseppe era di Betlemme (Palestina) e Maria di Nazaret (Israele) e fuggirono in Egitto (da richiedenti asilo ante-litteram) per via dell’editto di Erode. Gesù, infine, sarà crocifisso trentatre anni dopo dai Romani, che erano politeisti.

Oggi definire il presepe un simbolo prettamente religioso è forse sbagliato, dal momento che è oggetto di interventi artistici e risemantizzazioni e attualizzazioni da componenti laiche della società o della parte più progressista del mondo cattolico.
Negli ultimi anni, infatti, sono state numerose e diverse le reinterpretazioni del presepe che hanno provocato un travaso di bile ai fondamentalisti cattolici di estrema destra. Il caso più eclatante è forse quello dell’anno scorso a Rovereto, dove l’artista Agostino Carollo ha rappresentato un Giuseppe trans.

I casi non mancano nemmeno in questo 2019 e non riguardano solo l’Italia. In questi giorni sta facendo discutere il presepe con Maria, Gesù e Giuseppe rinchiusi in gabbie, separati al confine degli Stati Uniti, dopo un arresto. L’iniziativa è della chiesa metodista di Claremont, località della California a nord est di Los Angeles, ha voluto protestare contro le politiche dell’amministrazione Trump.
Le politiche migratorie repressive sono diventate una sorta di trend nei presepi odierni. A Padula, in provincia di Salerno, l’allestimento di un presepe su una barca ha scatenato le ire del deputato di Fratelli d’Italia, Edmondo Cirielli, che ha tenuto a precisare che “Gesù Bambino è nato in una mangiatoia sotto ad una capanna. E non su una barca di migranti. Basta mistificare le nostre tradizioni soprattutto in vista del Natale”.

Un noto sacerdote pistoiese, don Massimo Biancalani, ha poi fatto innervosire la destra perché ha presentato un presepe allestito su un materasso, tutto colorato, e appeso dietro il permesso di soggiorno di Gesù clandestino.
E che dire allora del vescovo di Perugia, cardinal Gualtiero Bassetti, che ha osato affermare: “Nel presepe ci sono anche quei bambini che li hanno trovati in fondo al mare annegati, abbracciati alle loro mamme, perché nel presepe è descritta la vita di tutti e di tutti i giorni”.
Per non parlare del presepe allestito alla Casa della Carità di Milano, dove al posto del muschio che solitamente fa da base alle installazioni c’è una coperta termica dorata, come quelle che i soccorritori delle ong e della Guardia costiere danno ai naufraghi dopo il recupero.

Presepe Gitano

Sempre sulla stessa linea d’onda c’è un presepe particolare (nella foto sopra) allestito all’interno della XXVII Rassegna del Presepio presso la chiesa di San Giovanni in Monte a Bologna. Si tratta di un presepe gitano, una roulotte come mangiatoia, uno spiazzo spoglio per Betlemme.
Vi è poi da segnalare anche un presepe non convenzionale, che stravolge la classica rappresentazione della natività inserendo Donald Trump, Silvio Berlusconi, Kim Jong-un, ma anche Matteo Salvini, Luigi Di Maio, Massimo Troisi e tanti altri protagonisti della recente storia italiana. È il presepe “fuori dal gregge“, come lo ha definito l’artista Michele Bertellotti, che sarà allestito nella sala delle Grasce, nel centro storico di Pietrasanta, in provincia di Lucca.