I Poets nascono alla fine degli anni Novanta dall’idea di Lorenzo Mingardi di costituire un gruppo beat, che si inserisse nel filone revival. Gli altri componenti della band sono Matteo Cincopan e Matteo Ferretti. Il trio, decide di proseguire il percorso musicale senza un cantante: ogni membro del gruppo infatti, avrebbe cantato le sue canzoni, aiutato dagli altri due.
Nel dicembre 1999, armati di un registratore a quattro piste, i Poets registrano il primo album autoprodotto, “Begging for love”, che frutta recensioni su fanzine e prime esibizioni live.
Nel frattempo, il repertorio del gruppo cresce e, nell’estate del 2000, uscirà il secondo album autoprodotto “Groovy”.
L’album attira l’attenzione del produttore Massimo Del Pozzo, che contatta il gruppo con la proposta di registrare un EP. L’EP in questione è “When you were by my side”, registrato nella primavera del 2001. Le occasioni per suonare dal vivo si moltiplicano e nel 2002 verrà pubblicato “Surrealistic rain”.
Lentamente, durante un’intensa attività live, la tensione tra i membri cresce ed in seguito registreranno il master di un nuovo album e proporranno a Del Pozzo di promuoverlo senza fare concerti, ma la richiesta viene respinta ed il gruppo si scioglie.

La rinascita di “Groovy!” dei Poets, a vent’anni di distanza

L’album “The Poets” rimane inedito fino al 2012, quando Matteo Cincopan, in possesso del master, contatta gli altri membri del gruppo e propone di pubblicarlo in autonomia su Spotify e sulle altre piattaforme digitali. La buona risposta di ascolti convince il gruppo a impegnarsi nella rimasterizzazione di “Surrealistic rain” aggiungendo sei brani rimasti inediti. A distanza di ventʼanni dalla prima uscita “Groovy!”, il secondo album dei Poets, esce su Spotify in una versione completamente rimasterizzata. Il nuovo master è stato curato da Matteo Cincopan, chitarrista del gruppo.
Le canzoni di “Groovy!” conservano la loro spensierata immediatezza e, dove nel precedente master si poteva percepire un indistinto muro sonoro, oggi si possono apprezzare tutte le sfumature degli arrangiamenti. Si percepisce chiaramente il divertimento e il piacere di un gruppo di ragazzi che sta costruendo qualcosa.
Il nuovo master è stato ricavato dai nastri a quattro piste registrati dal gruppo nellʼestate del 2000. Le modalità di registrazione con cui le sessioni di “Groovy!” sono state portate avanti hanno permesso, oggi, di poter riassemblare digitalmente le varie fonti sonore così da poter mixare nuovamente lʼalbum da zero.

Queste sono le parole di Matteo Cincopan, chitarrista del gruppo e curatore del nuovo master: «Lʼaver curato personalmente questo nuovo master, per me, ha presentato principalmente due difficoltà; la prima era di tipo tecnico, dovuta al dover conciliare i due mondi – analogico e digitale – per poter tirare fuori il meglio da ogni pista; la seconda difficoltà è stata di tipo emotivo. Dopo tutti questi anni i Poets rappresentano una parte delle mie esperienze musicali, una tappa… Allʼepoca, invece, erano il punto di arrivo, in cui tutto andava a convergere: chiaramente, quando ho montato il primo nastro e ho avviato la riproduzione, mi ci sono riconosciuto, ma allo stesso tempo, non ero più io.
Insomma, mentre preparavo questo remaster, contemporaneamente ero sia fuori, sia dentro al gruppo! Per certi versi è stato un ritrovarsi. Io e gli altri ex Poets siamo molto contenti di questa nuova versione di Groovy!: il vecchio master non ha mai suonato così bene!»

Groovy! – remaster 2020 è disponibile su Spotify, Apple Music, Deezer e sulle principali piattaforme per lʼascolto in streaming e il download.

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