Ancora casi di femicidio in Emilia Romagna, dove negli ultimi giorni due donne sono state uccise dai propri mariti. Dall’inizio dell’anno i casi in regione sono 14. Intanto continuano gli eventi del festival La Violenza Illustrata, incentrato proprio sul tema della violenza contro le donne.

Negli ultimi giorni, in Emilia Romagna, due casi di femicidio fanno riesplodere l’allarme, se mai si fosse spento, sul tema del femicidio. Tutto questo a pochi giorni dal 25 novembre, Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne.

Le ultime vittime sono una donna a Bologna e una nel reggiano con un triste destino comune: l’uccisione per mano del proprio marito. Chiara Cretella, collaboratrice della Casa delle Donne di Bologna e direttrice artistica del festival “La Violenza Illustrata“, ricorda, ancora una volta, i numeri di queste tragedie: ogni due giorni in Italia viene uccisa una donna nell’ambito della violenza domestica.
127 le vittime nel 2010, dato particolarmente allarmante se si considera che il numero è sottostimato, perchè calcolato esclusivamente sulle notizie riportate dai quotidiani nazionali.

Considerando invece solo l’Emilia Romagna, dall’inizio di questo anno sono già 14 i casi di femicidio per mano di parenti. Il caso della vittima di Brescello, nel reggiano, richiama un altro pesante aspetto di queste violenze, ovvero il coinvolgimento dei minori: in questo caso infatti il gesto estremo è stato compiuto sotto gli occhi della figlia di quattro anni.

I casi in cui i minori assistono alle violenze sulle donne in ambito familiare sono circa l’80%: questo dato, secondo Cretella, “rende doveroso prendere in considerazione la necessità di un’educazione e un’assistenza psicologica per questi bambini in modo da assicurare loro un futuro”. La direttrice del festival ricorda inoltre quanto sia importante valutare il femicidio come l’estrema conclusione di “un percorso di violenze, abusi, maltrattamenti e umiliazioni che durano da anni”. Troppo spesso e ingiustamente,infatti, i mezzi di comunicazione parlano di “raptus” o “gesti improvvisi”, termini che non rendono conto delle violenze di vario tipo che precedono il femicidio.
È dunque necessaria una campagna di prevenzione, che contempli un percorso psicologico con i soggetti coinvolti e un’educazione sentimentale e di genere che inizi fin dalla tenera età.

“La Violenza Illustrata”, intanto, prosegue con un calendario ricco di eventi e momenti di riflessione. Oggi e domani, infatti, verranno presentati due libri, rispettivamente sui dati del femicidio in Italia e in altri Paesi e sulle violenze coniugali.
Prosegue intanto la toccante installazione “Sacrario Intimo” dell’artista Fabiola Ledda, presente nella Cappella Tremlett, all’interno di Palazzo Re Enzo, fino al 30 novembre.
Quest’oggi invece viene inagurata la mostra itinerante sulla violenza di genere “Testimoni silenziose”, presso l’Urban Center di Sala Borsa.

Federica Di Dio

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