Il settore musicale è uno dei più colpiti da questa situazione di gravissima portata per il settore industriale ed artistico italiano ed internazionale. Anche la semplice pubblicazione di album o singoli digitali pare aver subito un netto ridimensionamento a causa della pandemia, infatti in questi giorni abbiamo assistito ad una serie di spostamenti di album e singoli che, forse, avremmo preferito ascoltare subito. Alcuni artisti però, nonostante le difficoltà scaturite da questo periodo senza precedenti, hanno deciso di far uscire nuova musica ed allietare la quarantena a milioni di persone.

Sto parlando – fra i tanti – dei Negramaro che, a distanza di tre anni dal successo del precedente disco “Amore che torni” (doppio disco di platino), tornano con un nuovo album di inediti dal nome “Contatto” (Sugarmusic) già disponibile ovunque e sulle piattaforme digitali da venerdì 13 novembre.

La produzione di tutto l’album è firmata da Andrea Mariano che ha realizzato un sound potente e personale, un vero lavoro tailor made sulle singole canzoni, capace di creare un vestito emotivo e sonoro unico attraverso e con un’attitudine a tratti progressive.

“Contatto” non è una semplice playlist di canzoni, ma un concept album sul cambiamento il cui simbolo è la farfalla che incarna proprio l’evoluzione e il movimento. Con la direzione creativa di Thestylepusher, la copertina del disco è un progetto 3D nato dalla collaborazione tra i Negramaro e il 3d artist Amin Farah di Theblacklab. Sulla cover sono raffigurati quattro umanoidi, senza caratteristiche somatiche definite, che con le loro ombre riproducono appunto una farfalla.

“Contatto” è la parola del futuro, è la rivoluzione dei piccoli gesti

Il disco è un viaggio in 12 tracce che racconta di come ogni piccolo gesto di ciascuno di noi, qui e ora, può cambiare il mondo: non 12 canzoni distinte, ma un unico battito d’ali che parte da piccoli gesti intimi per esplodere dall’altra parte del mondo in un uragano di speranza e rivoluzione. Un album combattente, coraggioso e pieno di speranza, una presa di coscienza collettiva dove nessuno si salva da solo, in un mondo che tocca a noi, con le nostre singole azioni, ribaltare e rivoluzionare. Come moderni tedofori, oggi più che mai, il contatto è la parola del futuro attraverso il quale condividere e accendere scintille.

Tracklist:

01 Noi resteremo in piedi

02 Mandiamo via l’inverno

03 Non è vero niente feat. Madame

04 Devi solo ballare

05 Come non fosse successo mai niente

06 E se domani ti portassi al mare

07 Scegli me

08 Contatto

09 Non è mai per sempre

10 La cura del tempo

11 La terra di nessuno

12 Dalle mie parti

Il viaggio parte con una stand up song di resistenza come “Noi resteremo in piedi” – al cui interno troviamo le voci campionate dei manifestanti durante le proteste del movimento black lives matter e una dubbio pirandelliano che qui si fa presa di coscienza tra essere un uomo oppure un cantante – e prosegue con canzoni ad altissimo contenuto emotivo (“Mandiamo via l’inverno”) e di sensualità (“Non è vero niente” insieme a Madame, unico featuring presente). La splendida “Devi solo ballare” è una canzone dedicata a Stella, la figlia di Giuliano, a cui si chiede solo una cosa, come a tutti i bambini del mondo: di essere felice – “Devi solo ballare / fino a perdere la pelle / devi solo cantare / per raggiungere le stelle / per rubarne solo una che / faccia stare bene almeno te / e non ti faccia più pensare”.

La speranza è così un sentimento che attraversa tutto l’album, prendendo mille forme e sfumature, dalla rabbia, alla resistenza, al perdono, all’amore, alla libertà. In “Non è mai per sempre”, ci ritroviamo né santi né eroi: “Ho bisogno di peccare / per capire ancora che si può sbagliare / e sbagliare fino in fondo, fino in fondo / per sentire dentro un atto di dolore…”. E così un album che non sfugge alla realtà, sa però anche curarci come in “La cura del tempo”: perché insieme possiamo sconfiggere il buio e trovare la luce.

Ma “Contatto” non è solo questo. È, ancora, capire che spetta a noi salvarlo, questo mondo: il brano che chiude il disco “Dalle mie parti” è una preghiera ad un mondo senza barriere e razzismi dove salvare anche una sola persona dal ruggito del mare aperto possa in qualche modo salvarle tutte. E quindi irrompere con la speranza in una “Terra di nessuno”, da ripopolare e restituire agli esseri viventi, all’uomo e alla natura, perché se la terra non è mia e non è tua, allora non è di nessuno. E quindi è di tutti.