Non sono solo i lavoratori dell’est a preferire altri Paesi europei, come la Germania, all’Italia. Anche i giovani italiani preferiscono lavorare come braccianti agricoli all’estero, in particolare in Francia. Ogni estate dallo Stivale si registra un vero e proprio esodo verso i cugini d’oltralpe, mentre le vigne e i campi italiani restano sguarniti, almeno secondo gli allarmi lanciati dalle associazioni di categoria, che lamentano una scarsità di manodopera.
Anche in questo caso vale la pena interrogarsi perché. E il reddito di cittadinanza non c’entra, perché effettivamente i giovani lavorano, ma altrove.

Braccianti agricoli italiani e giovani: ecco perché scelgono la vendemmia in Francia

Si stima che siano oltre 300mila i contratti di lavoro stagionali che vengono siglati in Francia per effettuare la vendemmia. Di questi, diverse migliaia sono stipulati con italiani, soprattutto giovani, che scelgono di inoltrarsi nelle vigne francesi invece che in quelle italiane. La loro presenza si riversa in tutte le regioni francesi dedite alla viticoltura: Alsace, Beaujolais, Bordeaux, Bourgogne, Champagne, Côtes du Rhône, Pays de la Loire, Provence.
A guidarci nella comprensione delle scelte dei giovani braccianti agricoli italiani è Moulay El Akkioui coordinatore nazionale dell’Inca France, che ai nostri microfoni racconta i vantaggi in termini economici, contrattuali e di diritti di lavorare in Francia invece che in Italia.

«Sono tre le ragioni per cui molti italiani vengono a lavorare in agricoltura, ma anche nell’edilizia in Francia – spiega El Akkioui – Innanzitutto perché in Francia il 100% dei lavoratori ha un regolare contratto, non c’è lavoro nero. Poi perché per gli stagionali c’è un buon sussidio di disoccupazione, che può andare dal 65% al 96% dell’ultimo stipendio e dura un anno. Infine perché vendemmiare in Francia è divertente, c’è un clima internazionale con ragazzi e ragazze provenienti da molti Paesi e imprenditori con una mentalità aperta e moderna».

ASCOLTA L’INTERVISTA A MOULAY EL AKKIOUI:

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