Diritti delle donne, diritti digitali, diritti civili. La settima edizione del festival di Internazionale, a Ferrara dal 4 al 6 ottobre, porta giornalisti ed esperti di tutto il mondo a confrontarsi col tema dei diritti. Un evento in costante crescita, che piace ai giovani e che quest’anno festeggia i 20 anni del settimanale.

Dalle 17mila presenze della prima edizione alle 66mila dell’anno scorso. Ha i numeri dei grandi eventi il festival di Internazionale, il settimanale che seleziona il meglio degli articoli della stampa mondiale.
Per la settima volta, giornalisti ed esperti di tutto il mondo si danno appuntamento a Ferrara, dal 4 al 6 ottobre, per confrontarsi sui grandi temi internazionali. E quest’anno anche per festeggiare i 20 anni del settimanale.

“Il tema conduttore riguarda i diritti – spiega ai nostri microfoni la giornalista e curatrice del festival Chiara Nielsen – e sarà declinato in tanti modi”.
Dai diritti delle donne, con la testimonianza di Mona Eltahawy, giornalista egiziana che ha denunciato con un tweet le violenze subite dalla polizia in piazza Tahrir, e Serena Dandini che porterà il suo reading contro il femminicidio, ai diritti rivendicati attraverso piattaforme online, con la partecipazione di Paul Hilder, direttore delle campagne di Change.org, ai diritti civili e il matrimonio omosessuale.

Accanto a ciò, approfondimenti sulle zone calde del mondo, come la Siria, o su Paesi dove è in corso un processo di cambiamento, come il Venezuela o la Birmania.
Attenzione particolare anche per la situazione nei Paesi interessati dalle primavere arabe.
Per il primo anno, inoltre, Internazionale affronta anche il tema dello sport, con una “maratonina” per le vie della città alla presenza dell’ex calciatore Lilian Thuram e di una delegazione di atleti della nazionale di atletica. L’obiettivo è accendere i riflettori sul tema delle seconde generazioni.

“Se devo essere onesta – ammette Nielsen – non ci aspettavamo che il festival attirasse così tante persone. Quello che ci fa particolarmente piacere è la presenza di tantissimi giovani, che vengono a Ferrara per informarsi e capire il presente”. Saranno proprio questi a dare vita ad alcune interviste e a rappresentare la giuria di un incontro svolto con la formula del processo.
La curatrice sottolinea infine che il festival è anche un luogo di incontro e confronto della comunità dei lettori del settimanale.