Sciopero della fame ad oltranza e stoviglie sbattute sulle sbarre ogni giorno. È la protesta dei detenuti del carcere della Dozza contro il sovraffollamento che affligge il penitenziario bolognese così come tutte le patrie galere italiane.

In una lettera pubblicata dal Corriere di Bologna, i detenuti spiegano la loro condizione di vita quotidiana: “in tre in uno spazio disponibile inferiore a cinque metri quadri, bagno compreso, per 20 ore al giorno, quando oggi un cane ha diritto a sette metri quadri”.
La protesta pacifica prevede il rifiuto ad oltranza del carrello con il cibo e lo sbattimento delle stoviglie contro le sbarre.

“È il clamoroso fallimento del piano Alfano sulla costruzione di nuove carceri – commenta l’associazione Papillon, che si batte per i diritti dei detenuti – e per fortuna che è fallito”. Il problema, spiega Valerio Guizzardi, portavoce dell’associazione, non si risolve costruendo nuove carceri, ma abrogando le leggi “carcerogene” Bossi-Fini sull’immigrazione, Fini-Giovanardi sul consumo di droga ed ex-Cirielli sulla recidiva.

Della vicenda si occupano anche le parlamentari Donata Lenzi e Rita Ghedini che fino ad oggi non hanno ricevuto risposte dal ministro della Giustizia Angelino Alfano.

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