In occasione della Giornata Internazionale contro l’Hiv, grazie all’idea di Paolo Gorgoni, membro dell’associazione Plus Persone Lgbtqia sieropositive e all’associazione stessa, è stato organizzato un flash mob in piazza Gavinelli, davanti al Teatro Testoni, per ricordare che la lotta contro l’Aids è tutt’altro che terminata.

Hiv, se il Covid ostacola l’accesso alle cure

Sandro Mattioli, presidente dell’associazione, ha spiegato ai nostri microfoni: «Abbiamo deciso di organizzare questo flash mob perché riteniamo che sia giunto il momento, dopo quarant’anni di pandemia, di mettere al centro le persone Hiv positive, affinché siano esse stesse attrici e protagoniste della lotta contro l’Hiv. Abbiamo deciso di organizzarlo anche perché, a causa della pandemia Covid, stiamo ricevendo numerosissime segnalazioni da parte di persone che vengono escluse dai protocolli e non viene loro più data nessun tipo di attenzione rispetto ai controlli, analisi e terapie che fino ad ora hanno fatto una volta ogni sei mesi e che hanno portato dei risultati molto importanti».

Le persone Hiv positive, a causa del Coronavirus, non hanno quasi più accesso alle cure per via degli esuberanti numeri di pazienti nel reparto di malattie infettive.
Fino ad ora, la malattia è stata tenuta sotto controllo dalle terapie periodiche a cui i pazienti si sottoponevano: «Abbiamo delle punte di persone con viremia non rilevabile (e quindi non più contagiosi) che superano il 90%. Temo che, alla fine di questo periodo terribile, non sarà più così. Ci sono già segnalazione da parte dell’Oms. Vogliamo quindi far presente che siamo ancora qua e che abbiamo un’infezione ancora considerata a possibile esito infausto: l’hiv è una pandemia ancora presente, ancora senza vaccino e con dei trattamenti che possono cronicizzare, nelle ipotesi più rosee, ma vanno presi per tutta la vita», ha proseguito Mattioli.

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Giornata Mondiale contro l'Aids

E così, oggi, nella Giornata Mondiale contro l’Aids, si troveranno tutti davanti al Teatro Testoni per un flash-mob classico: «Sarà un’attività ferma: staremo immobili, a distanza e con le mascherine, con un messaggio che sarà ben visibile. Abbiamo cercato di trasferire il classico coming out dalla lotta lgbt a quella contro l’Hiv. Saremo in piazza alle ore 12 e vi invito a partecipare per testimoniare la nostra lotta e portare avanti il nostro messaggio», ha detto Mattioli.
Bologna non sarà l’unica città ad aderire all’iniziativa: Londra, Lisbona e Roma saranno virtualmente unite per la lotta contro l’Aids e per reclamare la visibilità che spetta alle persone con Hiv. L’associazione, infine, spera di far diventare questo un appuntamento annuale per ribadire che le persone sieropositive non sono e non saranno più invisibili. «Non ci sarà campagna che ci tolga di dosso lo stigma, se continuiamo a farci raccontare da altri e dunque mostriamoci, raccontiamoci, siamo visibili», sottolinea Paolo Gorgoni, ideatore dell’evento.

Matilde Gravili

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