L’anno 2000, per quanto riguarda l’immaginario collettivo, ha rappresentato fin da subito un momento di passaggio a un’era moderna totalmente diversa da quella del secolo scorso. Sarà solamente una questione di numeri o di convenzioni, eppure ancora oggi sentire parlare di un giocatore nato nel nuovo millennio fa un certo effetto. Nella stagione attuale del calcio europeo si sono infatti messi in mostra due fenomeni nati proprio nel 2000, due attaccanti che in questo momento condividono lo stesso spogliatoio, ossia quello del Borussia Dortmund. Parliamo di Erling Haaland e di Jadon Sancho, due calciatori molto diversi ma con la stessa forza d’urto e la stessa capacità di decidere le partite nonostante la giovane età. Nati entrambi in Inghilterra proprio all’inizio del nuovo millennio, i due dioscuri della squadra giallonera si sono ritrovati a giocare insieme dopo l’arrivo del centravanti di nazionalità norvegese al Signal Iduna Park nel mercato invernale. Se Sancho aveva già dimostrato di essere un calciatore che spostava gli equilibri con le sue accelerazioni e la sua abilità innata nel creare superiorità numerica, Haaland si sarebbe immediatamente calato nella parte del bomber decisivo, rompendo immediatamente una serie di record di precocità dal punto di vista realizzativo e non solo.

Nonostante non siano riusciti a portare il Borussia in cima alla Bundesliga tedesca, torneo vinto per l’ottava stagione consecutiva dal Bayern Monaco, una delle grandi candidate alla vittoria della Champions League secondo le scommesse sportive di Planetwin365, i due giovani attaccanti si sono fatti notare nei prosceni più prestigiosi del calcio continentale. I numeri che certificano il loro rendimento ad altissimo livello sono più che evidenti: se consideriamo tutte le competizioni ufficiali vediamo che Haaland ha infatti messo a referto ben 44 reti e 10 assist in 40 incontri disputati, mentre Sancho è stato autore di 20 goal e 20 assist in 40 partite. Si tratta, senza dubbio, della coppia offensiva più giovane ed efficace dell’intero panorama calcistico, il che rende ovviamente il Borussia Dortmund una bottega cara ed esigente al momento di ascoltare offerte per entrambi. Se, però, il possente centravanti norvegese è arrivato solamente quest’anno nella Ruhr e non dovrebbe muoversi nel breve periodo dal Westfalen Stadion, per l’esterno nativo della provincia di Londra è possibile un ritorno in patria quanto prima. È infatti di qualche giorno fa l’offerta del Manchester United, che potrebbe offrire 100 milioni per il suo cartellino.

Per Sancho si tratterebbe non solo di un ritorno in patria ma anche di accettare di formar parte della società rivale di quella nella quale è cresciuto: che l’ala di origini jamaicane si è formato nel settore giovanile del Manchester City, prima di venire tentato dal Borussia a cercare nuovi stimoli in Germania. Cresciuto moltissimo grazie all’operato del tecnico svizzero Lucien Favre, Sancho potrebbe così lasciare la Germania per tornare in patria e dimostrare il suo valore anche nella prestigiosa Premier League. E chissà che un giorno anche il suo compagno Haaland non segua i suoi passi.