Questa settimana a Fujiko factory abbiamo parlato di “Grilli”, l’album di questa settimana.

Grilli è disponibile dal 22 gennaio, e si tratta del secondo lavoro – primo full lenght – del cantautore milanese Lou Mornero.

L’opera contiene 8 tracce che spaziano dal soul all’R’n’B mescolando generi e influenze in un album che sembra contenerne più di uno.

Lou Mornero è un cantautore milanese e nel 2017 aveva presentato il suo omonimo Ep di debutto, da lì era partito un lavoro di scrittura e ricerca che ha portato alla nascita dei brani di Grilli.

La produzione minimale del primo album lascia si trasforma e in Grilli si permette di osare: arrangiamenti più ricchi e suoni più elaborati si affiancano a fitte incursioni nel mondo elettronico, al punto che in alcuni brani quest’ultime la fanno da padrone dall’inizio alla fine. Il risultato è un album ricchissimo di colori e atmosfere, che riesce nell’arduo compito di dare unità a un insieme di canzoni eterogenee.

L’album vede l’importante collaborazione di Andrea Cottadelli, polistrumentista e produttore che si dedica agli arrangiamenti degli 8 brani. Si potrebbe definire un album scritto a 4 mani.

E’ stato registrato tra il 2018 e il 2020 tra Milano e Londra al Flat 6 eccetto Ouverture, inciso al Bella Studion di Londra da Iggy B.

L’album si apre con la title track Grilli, che fa un po’ da intro all’album, un brano che fa ambient con suoni orientaleggianti. La cosa vuota coglie a piene mani dal rock cantautorale statunitense mentre Due dà ampio spazio alla chitarra. Soave la ballata Aquario. Al giro di boa Happy Birthday Songwriter con Paolo Saporiti. Atmosfere più cupe e richiamo al cantautorato nostrano con Caro Mio, futurista e più elettronico Tormento. L’album si chiude con la già citata Ouverture, tendenze soul in un brano che attinge al rock e al blues.

ASCOLTA L’INTERVISTA DI LOU MORNERO A:

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