Siamo alla fine del mandato del rettore dell’Alma Mater Francesco Ubertini, il più giovane dell’università di Bologna e forse il più amato. Eppure, a poche settimane dall’insediamento di Giovanni Molari, la Cgil e Fcl organizzano una protesta sia per chiedere una gestione migliore dei green pass e dei tamponi in università, sia perché «siano rispettati gli accordi politici presi da Ubertini nei confronti dei dipendenti dell’ateneo», rivendica Susi Bagni segretaria Cgil.

Cgil: «L’Alma Mater garantisca tamponi gratis»

Se è vero che l’università di Bologna quest’anno si è confermata, come ha dato notizia la stessa Alma Mater qualche settimana fa, la migliore università italiana e all’interno della top 200 mondiale, è anche vero che non mancano i problemi. La questione green pass, molto sentita su tutto il territorio nazionale, è solo uno dei temi affrontati dalla protesta Cgil. «Noi chiediamo all’Unibo che i tamponi siano gratuiti per i lavoratori, perché non si può scaricare su di loro il prezzo della pandemia. Ci sono persone che rimangono impigliate nel sistema della certificazione verde perché, magari, non l’hanno ancora ricevuta – argomenta la segretaria del sindacato Susi Bagni – E le conseguenze sono la sospensione dall’incarico senza ricevere lo stipendio. Qualcosa che incide molto sulla capacità di sopravvivenza delle persone».

La proposta della Cgil è quella, quindi, di istituire un hub in Ateneo dove effettuare tamponi gratuiti. Per coprirne la spesa Unibo potrebbe «utilizzare i fondi per la sicurezza che ha a disposizione», spiega Bagni. Le altre rivendicazioni del sindacato riguardano il rispetto della promessa del rettore Ubertini dello scatto in verticale di carriera, soprattutto dei lavoratori con lo stipendio più basso. Inoltre, va rivista la questione del «telelavoro, o smartworking, perché la normativa è pensata per favorire la conciliazione vita-lavoro, ma l’Alma Mater ha imposto il massimo di due giorni di lavoro da casa. Cosa che non rispetta il senso della norma», dice Bagni.

Il sindacato, quindi, preme per avere un appuntamento con il rettore il prima possibile, anche perché il cambio nei vertici dell’amministrazione, a novembre, può avere come conseguenza che gli accordi presi in precedenza debbano essere ricontrattati con il neorettore Giovanni Molari.

Medea Calzana

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