Le proposte avanzate da Alexis Tsipras ai creditori a qualcuno suonano come una resa all’austerity. Il piano prevede sia misure di “sinistra”, come tagli alla difesa e più tasse sul lusso, sia misure che piacciono alla Troika, come l’aumento dell’Iva e l’innalzamento dell’età pensionabile. Nessuna apertura europea sul taglio del debito. In Syriza crescono i malumori. Domani e domenica vertici europei.
L’ANALISI DELL’ECONOMISTA GIACOMO BRACCI

La Grecia sta vivendo in queste ore il momento più critico. Dopo l’entusiasmo della vittoria del “Oxi” al referendum di domenica scorsa, le trattative coi creditori, che non sembrano essere arretrati di un passo, stanno portando il governo ellenico a fare pesanti concessioni nella direzione voluta dalla Troika, quella dell’austerity.
Nella proposta avanzata da Alexis Tsipras sono molti i punti che vanno in questo senso, al punto da creare forti perplessità, sul filo della rottura, all’interno di Syriza, il partito di maggioranza del governo.

LE PROPOSTE GRECHE. Il piano contiene sia misure accettabili per la sinistra, ma anche contenuti che evocano i memorandum passati, senza per altro aver ottenuto dai creditori alcuna apertura sul taglio del debito greco. Su questo fronte, però, c’è chi ad Atene spera che il documento del Fondo Monetario Internazionale circolato in questi giorni, nel quale si parla di una ristrutturazione del debito, possa esercitare il suo peso nella trattativa.
Sono circa 13 i miliardi di euro che verrebbero recuperati dalla manovra, una cifra ingente per la piccola economia greca. In cambio, il Paese otterrebbe un pacchetto di aiuti pari a circa 50 miliardi di euro.

LE MISURE DI SINISTRA. Il governo ellenico propone di tagliare 300 milioni dal bilancio della Difesa entro il 2016, così come di cominciare un taglio alle cosiddette baby-pensioni. Sul fronte delle entrate, invece, si prevede l’aumento della tassazione sui beni di lusso, agli armatori e alle imprese (passando dal 26 al 28%).

LE MISURE LIBERISTE. Dolenti, invece, le misure previste sul tema dell’iva, con un taglio agli sconti previsti per le isole e l’aumento delle aliquote al 23% per ristoranti e catering, al 13% agli alberghi. Da notare come a pagarne le spese sia essenzialmente il settore del turismo, l’unico che continua a funzionare in Grecia.
La misura più dura da accettare, però, è forse quella che riguarda l’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni entro il 2022.

I MALUMORI IN SYRIZA. Vassilis Primikiris, esponente della direzione nazionale del partito e spesso nostro ospite telefonico, in un’intervista pubblicata da Repubblica sottolineava come la componente più radicale all’interno di Syriza sia in forte difficoltà nell’accettare il piano, considerato come l’ennesimo memorandum, al pari di quello imposto ai governi precedenti.
La spaccatura interna non esclude alcuno scenario. Potrebbe esserci un voto negativo da parte della minoranza di Syriza, che potrebbe essere colmato dal voto positivo delle opposizioni, ma creerebbe forti attriti interni. Oppure potrebbe addirittura cadere il governo.