Giungla, nome del progetto di Emanuela Drei, sarà tra gli artisti che popoleranno il Teatro Comunale di Bologna in occasione di Europavox.

Il 6 e 7 dicembre 2019 torna un appuntamento urbano che a noi piace molto: Europavox Bologna! Ecco che nella nostra città si terrà l’ultima tappa del Festival internazionale definito “senza confini”.

Europavox è un progetto dedicato alla diversità musicale europea, che ha toccato diversi luoghi: Clermont-Ferrand, la sede principale del Festival, ma anche Vienna, Atene, Zagabria, Vilnius, Bruxelles. L’obiettivo dell’evento, che convoglia da anni migliaia di frequentatori, è quello di difendere, attraverso tutti i tipi di musica, una visione positiva e impegnata dell’Europa.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Emanuela Drei, in arte Giungla che ci ha parlato delle sue ispirazioni e della sua visione della musica. Intanto, per farvi connettere un po’ con la sua musica vi facciamo ascoltare uno dei suoi ultimi pezzi.

Giungla è cantante, compositrice e polistrumentista. Nel suo recente passato è stata voce e chitarra di Heike Has The Giggles e bassista di His Clancyness.

A ciò si è affiancata anche la voglia di fare qualcosa di proprio. Ora si presenta da sola sul palco, anche se non ama definirsi solista perché “nonostante sul palco sia da sola c’è una squadra di amici, di persone che rendono possibile tutto questo“. Lei, la sua voce, la sua chitarra e una drum machine sono però quello che il pubblico avrà di fronte sabato sera nel secondo giorno di Europavox Bologna 2019.

Giovane ma con una grande maturità musicale, la sua musica prende molto dall’elettronica e dal pop in stile britannico e nord-europeo. Una composizione che effettivamente abbatte i confini europei. Giungla fa parte di “una scena musicale europea non più chiusa, come poteva essere anni fa, all’interno dei propri confini nazionali.

Ci sono band, magari non di grande successo, che girano comunque l’Europa perché la musica gira e arriva dove vuole.

ASCOLTA L’INTERVISTA A GIUNGLA: