In occasione della Giornata Nazionale dedicata alla Psicologia, che ricorre il 10 ottobre, ci concediamo qualche battuta su questa scienza tanto amata e tanto incompresa che proprio per questo resta un affascinante mistero che avvolge le nostre menti. Non tutti sanno che la psicologia è una scienza che studia il comportamento dell’uomo e che cerca di comprendere ed interpretare i processi mentali, relazionali e affettivi che lo determinano con lo scopo di favorire il benessere ed il miglioramento della qualità della vita.
Sempre più numerosi sono i campi di applicazione delle competenze psicologiche, a partire dalle fasi del ciclo di vita, dall’infanzia all’adolescenza, dalla genitorialità alla terza età, al benessere personale, sport, salute, medicina, dipendenze, allo sviluppo ed ai processi del cambiamento ma anche in contesti dove l’assistenza psicologica deve essere garantita, come ospedali, carceri, case di cura.

Quando parliamo di psicologia, non possiamo non citarne il padre Wilhelm Wundt, psicologo e filosofo grazie al quale nasce in Germania a Lipsia il primo laboratorio di psicologia sperimentale, che utilizzava metodi scientifici per lo studio della mente e del comportamento umano. Ma un contributo va senz’altro dato anche a William James, filosofo nordamericano che sosteneva che per adattarsi all’ambiente era fondamentale conoscere il funzionamento della mente e a Ivan Pavlov, attualmente considerato uno degli psicologi più famosi e padre del condizionamento classico grazie alle sue ricerche sull’apparato digerente dei cani; Jean Piaget, bandiera portante della scuola di Ginevra, cognitivista di epistemologia genetica, ma allo stesso modo Carl Rogers, che insieme a Abraham Maslow, fu uno dei massimi rappresentanti della psicologia umanistica; Burrhus Frederic Skinner famoso per la “skinner box” e poi Albert Bandura psicologo canadese, che ha consolidato l’importanza della cognizione in relazione alla condotta e della sua teoria dell’apprendimento sociale.

Infine, non per ultimo, Sigmund Freud medico e neurologo austriaco di origine ebraica: è stato il primo scienziato a parlare di traumi emotivi, di tappe sessuali dello sviluppo, di conflitti mentali, della triade della personalità o del significato dei sogni, noto per la sua psicoanalisi come cura dei disturbi e originariamente come cura dell’isteria, forse il più conosciuto anche dalle ultime generazioni per il suo paradigma sarcastico che lo vede psicologo giudicante di fronte ad un paziente sdraiato su un non più improbabile lettino.

E allora è giunto il momento di sfatare qualche mito su questa sconfinata professione. Lo psicologo non legge nel pensiero, non apre la mente delle persone e soprattutto non prevede il futuro!
Nello studio di uno psicologo non troverete nessun lettino per sdraiarsi e nessun matto da curare.
Lo psicologo è un professionista che presta la sua formazione nell’accompagnare il proprio paziente in un percorso di ristabilimento psicologico nel corso del quale si crea un fondamentale rapporto di piena e reciproca fiducia grazie al quale il paziente riesce ad aprirsi con il professionista confessando paure, disagi, problemi, ansie e qualsiasi ostacolo che comprometta il proprio benessere lasciandosi aiutare e concedendosi un dialogo di confronto per trovare insieme la più opportuna soluzione, meglio conosciuta come anche come la teoria del problem solving. Cercare infatti di giungere a soluzioni positive e lavorare sulla formazione di nuove attitudini e capacità di problem solving per migliorare il funzionamento comportamentale e psicologico per evitare lo sviluppo di nuovi problemi clinici ed elevare la qualità della vita.

Su questa scienza così immensa e così spietatamente affascinante ci sarebbe da scrivere e da leggere fiumi e fiumi di nozioni.
Ma c’è una frase di Freud che vogliamo usare per chiudere questo breve articolo: “Un uomo come me non può vivere senza una mania, una passione divorante o, per dirla con Schiller, senza un tiranno. Io ho trovato il mio tiranno e, per servirlo, non conosco limiti. È la psicologia.

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