Anche la Germania va verso un inasprimento delle misure per contenere la pandemia. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha annunciato che a partire da lunedì prossimo ci sarà un “lockdown parziale” con “misure severe”. A ben vedere, però, le restrizioni previste sono molto simili a quelle adottate dall’Italia con il dpcm del 24 ottobre scorso, ma la curva dei contagi, per quanto in crescita esponenziale, in Germania è leggermente più bassa.

Germania, l’epidemia e le restrizioni previste

Le restrizioni decise da Angela Merkel arrivano nel giorno in cui il Paese supera la media settimale di 12mila casi quotidiani. L’Italia si è mossa appena un po’ in ritardo, quando la media settimanale ha raggiunto i 16mila casi, ma le misure sono entrate in vigore subito, mentre quelle tedesche entreranno in vigore lunedì prossimo.
“Si arriverà ad un lockdown più leggero di quello di marzo – racconta dalla Germania la giornalista Paola Mirenda – Non chiuderanno le fabbriche, non chiuderanno le scuole, ma chiuderanno soprattutto le attività di tipo ludico, come bar, ristoranti, palestre e attività sportive dilettantistiche. Continuano ad essere consentiti gli incontri, ma per un massimo di dieci persone per casa”.

Quello tedesco, in definitiva, è un “mini-lockdown” che non incide più di tanto sul settore produttivo complessivo, ma comunque mette molto in crisi tutti i piccoli imprenditori. A tal proposito, racconta Mirenda, “la Camera di Commercio tedesca si è irritata molto per questa scelta, perché anche il Robert Koch-Institut, che è il punto di riferimento, sostiene che non è nei pub e nei ristoranti che c’è il grosso punto di infezione, quanto invece nelle scuole e nelle strutture di riposo e di cura”.
Lo stesso istituto ha poi affermato che il 75% delle infezioni non è più rintracciabile e ciò sembra aver allarmato la cancelliera.

Anche in Germania, quindi, c’è una discussione sul tipo di misure prese e sulla loro efficacia, dal momento che le grandi fabbriche, esattamente come in Italia, continuano a restare aperte.
La giornalista riferisce anche che c’è una forte richiesta di discutere in Parlamento di quello che sta succedendo. A chiederlo è stato il presidente del Bundestag, Wolfgang Schaeuble (Cdu), lo hanno chiesto deputati della maggioranza, ma anche il Ministeepraesident della Turngia, Bodo Ramelow (Linke).

Il sostegno alla crisi economica e sociale

Per fronteggiare le nuove misure restrittive Merkel ha annunciato lo stanziamento di 10 miliardi di euro, che si vanno ad aggiungere alle risorse e alle misure già previste durante la prima fase della pandemia.
“Sulla scorta di quanto successo nella primavera scorsa con l’ottimo funzionamento dei sistemi di aiuto, non c’è grossa preoccupazione”, racconta Mirenda.
In generale, il sistema di tutele e paracaduti sociali presenti in Germania è più avanzato ed efficiente, ad esempio, di quello del nostro Paese.

I 10 miliardi stanziati per la nuova emergenza saranno distribuiti attraverso un prestito ponte per le piccole imprese e aiuti anche per imprese con un maggior numero di dipendenti.
“Sono prestiti molto facili da ottenere – sottolinea la giornalista – e non vengono chieste molte garanzie. Si ottengono prestiti fino a diecimila euro per i singoli, non necessariamente da restituire subito ma anche dopo due anni e con una rateizzazione di dieci anni”.

Fra due settimane, però, la Germania verificherà se le restrizioni avranno cominciato a produrre un effetto sulla curva epidemiologica. È quello il momento in cui si capirà se allentare, proseguire o inasprire le disposizioni fino ad un lockdown totale.
“Il meso scorso – conclude Mirenda – Merkel ha però avvertito che non ci saranno gli stessi soldi che ci sono stati a primavera e che quindi bisognerà pensare che se ci sarà un lockdown totale, economicamente bisognerà vedersela diversamente”.

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