Il centro documentazione F. Lorusso e C. Giuliani insieme a Vag61 propone una rassegna di iniziative per ricordare i fatti del G8 avvenuti vent’anni fa a Genova. “Genova 2021-2021. Non spegni il sole se gli spari addosso!” è il titolo della rassegna, che sarà anche una possibilità per far conoscere quella storia a chi, per età anagrafica, non ha partecipato nel 2001, ma anche quella di avviare un dibattito che possa essere un punto di partenza per il futuro.

G8 di Genova 2001 vent’anni dopo: le iniziative del centro Lorusso-Giuliani

Il programma è iniziato il 4 giugno scorso con la presentazione del numero 54 di Zapruder “Zona Rossa”. Il prossimo evento sarà invece sabato 19 giugno, quando verrà presentato l’archivio G8 che da Genova è arrivato a Bologna. A seguire ci sarà la rappresentazione teatrale di Carlo A. BachschmidtI giorni di Genova”, che era già stato messo in scena per il decennale. Si tratta di uno spettacolo-narrazione che riassume ciò che è accaduto vent’anni fa a Genova presentando documenti e audio originali che saranno guidati dalla voce narrante di Erika Cavina.

Domenica 4 luglio, in collaborazione con Pratello R’esiste, si partirà alle 14:30 con il mercatino e concerti in Piazza San Rocco, mentre la sera, alle 21:30 verrà presentato lo spettacolo teatrale “20 anni – Cronache di inizio millennio dal G8 di Genova”.
Il 9 luglio al Vag verrà presentata la riedizione del fumetto collettivo di Supporto LegaleNessun rimorso”, alla presenza di Zerocalcare.
Il 20 luglio, anniversario dell’uccisione di Carlo Giuliani, ovviamente l’appuntamento si svolgerà in Piazza Alimonda a Genova.

Queste iniziative non vogliono essere il ricordo nostalgico di un movimento, ma rappresentano un’opportunità per permettere a chi non era ancora nato di comprendere quello che è stato.
Non solo: questo evento vuole essere anche un punto dal quale avviare una riflessione articolata che permetta di vedere elementi di continuità e criticità tra passato e presente.

Ai nostri microfoni Chiara, di Vag61, racconta «Queste iniziative sono un modo per cercare di spiegare a chi non c’era cosa è stato Genova e soprattutto su quali temi e quanto questi temi siano ancora attuali. Ma anche un modo per noi, per chi c’era, di fare un ragionamento un po’ più articolato rispetto al raccontarci di quello che è successo» e continua «a noi interessa fare un ragionamento più ampio e che sia un punto di partenza per riprendere in mano certe modalità».

Manuela Bassi

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