Con una formula completamente nuova, sia nei tempi che nei luoghi, sta per partire la 18^ edizione di Gender Bender, il festival delle nuove rappresentazioni del corpo, delle identità di genere e di orientamento sessuale.
Dal 7 al 18 settembre, quindi in anticipo sul “tradizionale” periodo di svolgimento, e all’aperto, al parco del Cavaticcio, per poter celebrare l’evento in totale sicurezza, il festival quest’anno diventa maggiorenne.

Gender Bender: l’edizione della maggiore età

La 18^ edizione di Gender Bender presenta molte novità, dettate dalla situazione inedita manifestate a livello globale. Al Cavaticcio è allestito un palco coperto per gli spettacoli di danza e uno schermo per le proiezioni cinema, con la possibilità di posizionare il pubblico seduto sulle gradinate del parco, in modo da rispettare le disposizioni relative alle distanze di sicurezza. Le incertezze sulle restrizioni per chi proviene dall’estero, inoltre, ha portato gli organizzatori a fare la scelta di ospitare solo compagnie di danza italiane.

Ad essere confermata, invece, è la selezione internazionale di titoli cinematografici, parte dei quali sarà disponibile anche su piattaforme online. La programmazione cinema entrerà in dialogo con le azioni previste dal Coordinamento dei festival italiani di cinema Lgbtq.
Come ogni festival che si rispetti, anche Gender Bender ha una preview, che ha preso il via ieri: si tratta di “Taglio corto“, una rassegna gratuita di corti online che proseguirà fino al 6 settembre, vigilia dell’inizio vero e proprio.

Aut out” è il titolo di questa edizione, che il co-direttore artistico Daniele Del Pozzo spiega ai nostri microfoni: “È un gioco di parole, cambi una vocale e cambia il significato. C’era una richiesta di moralità, o questo o quello, come si vive al mondo, fare delle scelte, operare, essere responsabili. Ci sembrava che questo invito andasse accolto, però nella maniera di Gender Bender, quindi suggerendo che non ci sono due alternative, perché le alternative pongono delle polarità e quindi invitano allo scontro, mentre noi ci assumiamo le responsabilità in maniera creativa”.
L’out del titolo, del resto, rimanda al coming out che suona famigliare al mondo lgbt cui il festival fa riferimento. “In questo caso usciremo tutti allo scoperto per ricostruire la cultura”, osserva Del Pozzo.

Sono quattro le sezioni del festival. Il cinema e la danza, come detto, la fanno da padroni, ma non mancheranno le conversazioni e i laboratori.
Sono una ventina gli eventi contenuti nel programma del festival, tra spettacoli, proiezioni, workshop e incontri. Considerando le repliche, si parla di una quarantina di appuntamenti che si svilupperanno per due settimane, fino al 18 settembre.

L’apertura del festival spetterà a due spettacoli. Da un lato “Don’t kiss“, con la coreografia di Fabio Liberti e dall’altro “Today“, con la coreografia di Masako Matsushita.
Da segnalare, per la genesi che ha avuto, è “Corpi elettrici“, un progetto di Gender Bender stesso e Conservatorio G.B. Martini con Collettivo Mine e studenti e studentesse del Conservatorio, nato durante il lockdown come momento formativo e sviluppatosi fino a diventare una risposta a chi vive di spettacoli dal vivo.

I biglietti per gli appuntamenti di Gender Bender sono acquistabili solo online, sul sito stesso del festival, per ottemperare alle disposizioni in materia di Covid.

ASCOLTA L’INTERVISTA A DANIELE DEL POZZO: