Dall’isolamento e dalla volontà di trovare strumenti per ricreare reti e comunità nasce Gemini, una piattaforma di radio indipendenti che attraversa lo stivale. Il progetto nasce in realtà più di un anno fa, ma è stato capace di affrontare le difficoltà del lockdown in un ottica propositiva. E così dalle difficoltà presentate dal cambio radicale che la realtà ha vissuto negli scorsi mesi nasce una comunità di radio indipendenti che si propone di creare nuovi strumenti di condivisione, adatti a questi tempi di isolamento. Domani, sabato 15 maggio, si terrà un’assemblea pubblica virtuale, a cui seguirà il lancio della versione beta di Gemini Network.

Da Torino a Cosenza, le radio coinvolte

A dar vita al progetto è stata l’unione di 4 radio: Radio Sonar di Roma, Radio Sherwood  di Padova, l’Autoradio di Perugia e Radio Senza Muri di Jesi. Ma da allora il gruppo si è allargato, accogliendo realtà storiche come Radio Città Aperta di Roma, Radio Ciroma di Cosenza, Radio Roarr di Pisa e Radio No Border di Milano e molte altre. Al progetto partecipano sia web radio che radio in Fm, con lo scopo di condividere contenuti e scambiarsi competenze, ma soprattutto di fare rete.

Fare rete per sopravvivere al capitalismo

Se da una parte Gemini Network si propone come strumento per superare l’isolamento, dall’altro nasce da una necessità condivisa che va ben oltre la pandemia. L’indipendenza delle radio infatti è stata molte volte messa in discussione e in difficoltà dal modello economico e dal monopolio del diritto d’autore, come sapeva bene Corrado Gemini, attivista impegnato nel mondo del copyleft scomparso nel 2019. E proprio a lui è intitolato questo progetto che, come racconta Francesca Gabriellini di Gemini Network, “prima, durante e dopo la pandemia si propone di recuperare il concetto di cooperare in rete per produrre dei contenuti che siano espressione di mondi che al momento per varie ragioni ci sfuggono”.

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Anna Uras