A Futura 1993, la band hip hop torinese Funk Shui Project parla dell’album “Terapia di gruppo”, un disco fondamentalmente d’amore “anche se non ce ne siamo accorti”. ASCOLTA L’INTERVISTA.

“La voglia di collaborare con Davide Shorty nasce a ridosso del 2015, ci siamo conosciuti tramite i Social network, e fin da subito ci siamo accorti di essere compatibili musicalmente, per questioni tempistiche abbiamo dovuto aspettare che finisse l’esperienza ad X Factor”. È con queste parole che, ai microfoni di Futura 1993, in onda su Radio Città Fujiko, Jeremy dei Funk Shui Project spiega la collaborazione che caratterizza il loro ultimo album, “Terapia di gruppo“.

“Una volta conosciuti di persona nei mesi successivi a Torino abbiamo trovato fin da subito la chimica per lavorare insieme in un percorso artistico – continua Jeremy – il nostro progetto che culmina il 21 settembre, con l’album”.
“Terapia di gruppo” è un disco fondamentalmente d’amore, spiega l’artista, ma la band se ne è accorta solo alla fine della tracklist.
“Possiamo definirlo d’amore perchè trattiamo l’argomento da più sfumature – continua – come le atmosfere che trattiamo, sono le nostre atmosfere classiche con degli sguardi ai suoni nuovi di nuovi generi, è un disco fatto di cuore, di esperienze di vita, di parole, di immagini e tutto quello che ci sta in mezzo”.
Ed è così “che capiamo che la musica è bella perchè ti apre i confini, e scopri che si possono condividere le stesse passioni, gli stessi suoni in testa, nonostante intercorrano centinaia di chilometri di distanza”.

Funk Shui Project nasce con l’idea di voler esternare e convogliare insieme artisti di ogni estrazione geografica, l’unica cosa che conta è che venga ad instaurarsi la chimica umana e artistica, per i ragazzi torinessi collaborare è tutta una questione di trovarsi, di affinità.
Una band un pò anomala che nasce con l’intento di uscire dagli schemi e di non incappare in esigenze artistiche e umane come per le scelte personali o come gli addi improvvisi che sono sempre delle situazioni difficili.

La band, quindi, porta avanti l’idea di avere un nucleo, una formazione che in questo momento ha affidato la parte di frontman a Davide Shorty, ma mantiene viva l’opzione di un avvicendamento.
Sui loro social, a giorni, verranno annunciate le date dei live. E Bologna sarà sicuramente nel calendario!

ASCOLTA L’INTERVISTA AI FUNK SHUI PROJECT:

Articolo precedentePremio Maccio Capatonda 2011, cinema alla radio
Articolo successivoNon c’è pace per i centri sociali: ora rischia Vag61