Radio Città Fujiko esprime piena solidarietà alle colleghe e ai colleghi di Radio Città del Capo che vedono minacciato il loro posto di lavoro e l’emittente stessa per volontà dell’editore.

La solidarietà che esprimiamo non è formale, ma vogliamo motivarla.Come sapete ci sono molte cose che ci accomunano a Radio Città del Capo, prima fra tutte una travagliata storia. Da quel lontano 1976 tante sono state le vicissitudini e anche qualche acredine, vecchio e inossidabile vizio della sinistra, che hanno contraddistinto la storia delle tre emittenti che ora danno vita alle due distinte radio.

Ciononostante, in questi 43 anni non è mai mancato un riconoscimento reciproco per il lavoro culturale e politico che ciascuno svolgeva e svolge, in un panorama sociale e mediatico sempre più complesso ed ostico, se non talvolta ostile. Un orizzonte simile, stili e scelte spesso diversi, ma un comune obiettivo: dimostrare che un’informazione diversa non solo è possibile, ma è necessaria.

Il panorama radiofonico bolognese è stato un’eccezione italiana e forse mondiale. In un bacino tutto sommato modesto sono nate e si sono sviluppate tantissime esperienze indipendenti, tanti modi “altri” per intendere la comunicazione e l’informazione. Non nascondiamo che negli ultimi vent’anni abbiamo assistito con preoccupazione all’impoverimento di questo panorama, che per noi non ha mai rappresentato un’opportunità ma un motivo di allarme.

Forse è questo che ci distingue dalle radio mainstream e da un modo capitalistico di fare impresa: non consideriamo il nostro lavoro come una competizione con i colleghi e le colleghe di altre testate ma, con l’enorme fatica che comporta l’indipendenza, quello che ci importa è che passi un’altra idea di mondo.
Non nascondiamo che negli ultimi anni abbiamo osservato con perplessità alcuni passaggi che hanno riguardato la radiofonia bolognese. E ancora una volta a prevalere in noi è stata la preoccupazione per i rischi che poteva correre nel suo complesso.

Dalla nostra posizione, che non si può certo definire una posizione di potere, abbiamo cercato di comprendere quello che stava accadendo e ci siamo tenuti al largo da dinamiche che non ci riguardavano e che non ci appartenevano, proprio perché riteniamo che il darwinismo economico o culturale sia una sconfitta, non una vittoria.

Proprio per questi motivi, anche solo l’idea che Radio Città del Capo possa cessare di esistere ci fa tremare i polsi. L’Fm è già abbastanza omologato così e non possiamo permettere un’ulteriore desertificazione e un ulteriore appiattimento.


Il direttore di Radio Città Fujiko e la redazione