È un grande rimosso nel dibattito pubblico italiano, forse perché sollevare il tema pesterebbe qualche callo a chi ha interessi economici. Eppure i focolai di Covid nei luoghi di lavoro sono un argomento da affrontare, perché altrimenti non si comprende appieno come la pandemia possa svilupparsi.
A cogliere il punto è un pool di giornalisti europei, che ha dato vita ad una mappa proprio sui focolai nei luoghi di lavoro in Europa. Ne abbiamo parlato con Cecilia Ferrara, giornalista italiana che fa parte della squadra di lavoro.

Luoghi di lavoro, la mappa dei focolai

“Questa mappa nasce da un progetto messo insieme da giornalisti provenienti dalla Romania, dalla Germania, dalla Gran Bretagna e dall’Italia – osserva Ferrara ai nostri microfoni – riunitisi in uno dei grant di giornalismo investigativo crossborder dello European Journalism Center“.
L’idea è partita dai giornalisti rumeni, perché i propri connazionali sono una grossa parte dei lavoratori stranieri nei macelli soprattutto di Germania ed Inghilterra. È qui, infatti, che si sono sviluppati molti dei focolai di Covid, con centinaia di casi.

“Ci siamo chiesti se esistevano dei report su questi focolai, ma ne erano presenti pochissimi – continua la giornalista – Per cui abbiamo proceduto all’elaborazione dalla mappa attraverso la ricostruzione di notizie, spesso da testate locali, che segnalavano focolai in luoghi di lavoro”.
Dai macelli, quindi, la mappatura si è estesa poi all’agricoltura e ad altri settori primari o di trasformazione alimentare, ma anche fabbriche e industrie tessili dove la presenza della manodopera migrante è particolarmente elevata.

Fino a questo momento sono 145 i focolai censiti sui luoghi di lavoro nei diversi Paesi europei, per un totale di quasi 12mila contagiati.
La mappa, però, è destinata a crescere mano a mano che si ricostruiranno le notizie di cronaca che segnalano la presenza di un focolaio.
In questo senso è importante il contributo partecipativo da parte di cittadine e cittadini. “Segnalateci, magari inviandoci un link, la notizia di un focolaio in un territorio e in una specifica azienda”, è l’appello di Ferrara. Per farlo si può consultare il sito del progetto e inviare una mail.

“Dalla mappa si possono trarre altre analisi – continua la giornalista – Ad esempio molti focolai si sono sviluppati al confine tra Germania e Olanda, dove ci sono lavoratori transfrontalieri, che vivono in Germania e lavorano in grandi macelli olandesi”.
A completare il lavoro, il progetto presenta poi dei reportage specifici realizzati dai giornalisti che compongono il pool.

“Spesso i datori di lavoro sostengono che le persone non si sono contagiate sul lavoro, ma ad esempio negli appartamenti dove vivono in molti e dove non è possibile il distanziamento sociale – osserva infine Ferrara – Il problema, però, fa parte del pacchetto della produzione, quindi sono da respingere queste giustificazioni da parte dei datori di lavoro“.

ASCOLTA L’INTERVISTA A CECILIA FERRARA: