Oona Rea: la carriera e l’album d’esordio

Figlia del pianista jazz Danilo Rea, Oona Rea è cresciuta ascoltando jazz, blues e rock: la sua musica racchiude questi generi e cerca di approfondirli ed ampliarli in un modo tutto personale.
Oona gioca con la voce e con le parole, con la lingua italiana e con quella inglese; una vocalità che ipnotizza con una cantilena dolce e poi scuote con vertigini imprevedibili.
Dopo aver studiato con Carla Marcotulli e Maria Pia De Vito, si esibisce nei più svariati contest musicali e anche in alcuni tour in Cina duettando con il padre.

Il disco “First Name Oona“, uscito nell’ottobre 2018 per Jando Music e Via Veneto Jazz, sorprende non solo per l’incanto vocale e il talento melodico, ma anche e soprattutto per la raffinata cultura musicale che emerge dalla costruzione compositiva: un lavoro che rivela una notevole versatilità concettuale, con echi di Joni Mitchell e Jeff Buckley.
Nove brani (di cui sei cantati in inglese) eseguiti da una pregevole formazione musicale: insieme ad Oona, infatti, ci sono Luigi Masciari alla chitarra, Alfredo Paixão al basso, Alessandro Marzi alla batteria e, come ospite, il padre Danilo Rea.
Un album pop prodotto in modo jazz: le canzoni sono a tutti gli effetti dei pezzi cantautorali scritti però con approccio jazzistico, dando grande spazio all’improvvisazione.

Il 29 novembre 2019 è uscito il videoclip del singolo “Fun“, che racconta una storia divisa in due ambientazioni diverse: nella prima, esterna, la protagonista intraprende un viaggio fisico; nella seconda, interna, la ragazza dipinge una parete bianca e il viaggio che compie è invece interiore. Una storia che racconta le emozioni e le difficoltà della vita, che parla di liberazione e trasformazione.

Samuele Pini Ugolini

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