Martedì 20 ottobre parte “Fino all’ultimo respiro”, il laboratorio di teatro fisico e drammaturgia del corpo curato dalla compagnia Legàmi che si apre con una lezione di prova gratuita. Il corso si tiene ogni martedì dalle 18.30 alla Casa delle Associazioni Baraccano, in Via Santo Stefano 119/2.

Come Mariagrazia Bazzicalupo ci spiega nella nostra intervista, l’intento è quello di avvicinare il più possibile spettatori e attori in un clima di comunità, in un momento specifico come questo in cui l’arte ha il dovere politico di sperimentare creativamente nuovi modi per mantenere vicinanza e umanità fra le persone.
Il workshop si sviluppa in tre moduli attraverso l’accostamento di varie discipline, che comprendono danza, arte circense, scrittura, musica e prende come punto di partenza delle riflessioni e delle sperimentazioni corporali il concetto di Rivoluzione come moto interiore. Il laboratorio ha lo scopo di incoraggiare una trasformazione radicale di noi stessi, dei nostri meccanismi mentali e abitudini, da estendere alla comunità per scardinare concezioni e modelli culturali malsani attraverso approccio propositivo e inclusivo. Non è quindi una rivoluzione intesa con azioni violente, ma si sviluppa a partire dal cambiamento interiore, servendosi dell’esplorazione del proprio corpo e della rielaborazione emotiva per far fronte al periodo di profondo disagio che stiamo vivendo. Infatti, citando le parole di Mariagrazia Bazzicalupo, “È dovere del teatro oggi riportare in scena l’umano: il suo sudore, il suo calore, il suo disagio, le sue paure, i suoi desideri. Perché noi siamo figli di uomini che sono a loro volta figli di altri uomini, fino alle origini, all’Origine, quando tutto era Unito, Organico.”

L’importante ruolo del gioco nel laboratorio teatrale

A causa delle nuove normative sanitarie, questa edizione del laboratorio ha subito dei cambiamenti, infatti purtroppo non verrà affrontata la parte “contact”, relativa allo scambio non solo emotivo, ma anche fisico tra le persone. Il compito di mantenere il rapporto con la comunità senza avere paura dell’Altro è affidato all’azione del gioco, già sperimentata nel laboratorio circense “Circo sottosopra”, che ci riporta alla dimensione di totale immersione nel presente caratteristico dell’infanzia. L’atmosfera giocosa, quindi, può far ritrovare alle persone un contatto con loro stesse, lontano dai problemi e dalle influenze provenienti dall’esterno.

Il metodo teatrale che verrà utilizzato è quello del Teatro delle Fonti di Jerzy Grotowski, studiato e approfondito durante l’esperienza ventennale come attrice di Mariagrazia Bazzicalupo. Il lavoro tecnico sarà incentrato sulla drammaturgia attoriale, ma soprattutto sul ritmo come strumento per riscoprire la propria vitalità, e sarà affiancato da un approfondito lavoro sulla scrittura e sulla sonorità delle parole per riscoprire nuovi modi di comunicare.

ASCOLTA L’INTERVISTA A MARIAGRAZIA BAZZICALUPO: