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I soci pubblici di BolognaFiere escano dall’ambiguità e dicano se condividono gli esuberi predisposti dal piano industriale del presidente Boni o lo sconfessino e si ricominci da capo. È questa la posizione di Igor Taruffi, consigliere regionale di Sinistra Italiana, sulla vertenza che riguarda la Fiera. L’assessore Costi: “Non siamo ancora maggioranza”.

Non si ferma il contraddittorio sulla questione Bologna Fiere, che oggi si è spostato nelle aule dell’Assemblea legislativa regionale. Il capogruppo di Sinistra Italiana Igor Taruffi ha infatti invitato la Regione a prendere una posizione chiara, sottolineando l’ambiguità che ha caratterizzato i soci pubblici nell’ultimo anno. “I vertici aziendali dicono e sostengono una cosa – ha sottolineato ai nostri microfoni Taruffi – e i soci pubblici inizialmente li hanno sostenuti, poi hanno cambiato idea. A questo punto noi chiediamo che ci sia una determinazione chiara, per rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori e più in generale del futuro di Bologna Fiere“.
L’assessore regionale alle Attivita’ produttive Palma Costi, al contrario, ha sostenuto la coerenza della posizione della Giunta, ma ha ricordato che “la maggioranza non e’ ancora pubblica, un conto e’ la volonta’ e un conto e’ la realta’”.

Sul tema della necessità di una maggioranza pubblica il Consigliere di SI ribadisce il suo accordo, ma sottolinea che i soci pubblici hanno già adesso delle responsabilità. “Vediamo con favore l’aumento dei soci pubblici all’interno di Bologna Fiere. Quindi ovviamente i soci pubblici hanno e dovranno avere ancora più voce e assumersi delle responsabilità e indicare con chiarezza una linea di marcia“. Chiarezza che fino ad oggi secondo Taruffi è mancata.

Dello stesso avviso la consigliera regionale pentastellata Silvia Piccinini, che in comunicato ha commentato così le dichiarazioni dell’assessore Costi: “sul destino dei lavoratori della Fiera la Regione continua ad arrampicarsi sugli specchi e a non prendere una posizione chiara. Per questo chiediamo al presidente Bonaccini, che al momento sembra essere piombato in un imbarazzante silenzio, di dire cosa intende fare la sua Giunta per salvare quei posti di lavoro”. Altrettanto dura la replica sul tema della maggioranza, che secondo Piccinini “è l’ennesima presa in giro nei confronti dei lavoratori. Infatti qualche mese fa, quando gli esuberi vennero congelati, fu proprio la Regione a prendersene il merito, senza fare particolari calcoli di quote tra maggioranze pubbliche e private”.

Arriva intanto la comunicazione da parte della Filcams Cgil che dopo l’assemblea con i propri iscritti in Bologna Fiere di ieri si prepara a riaprire il confronto con istituzione e Fiera. “L’obiettivo -si legge in un comunicato – è quello di stabilire un’intesa a cui si era vicini, che coniughi le necessarie tutele per lavoratrici e lavoratori, anche per quelli attualmente in appalto, e prosegua il confronto sull’importante piano di sviluppo che prevede ingenti investimenti pubblici”.