Si intitola “La bambina che non voleva cantare” la nuova fiction Rai in onda dal 10 marzo sulla rete ammiraglia. È liberamente ispirata al libro, scritto dalla cantante stessa, “Il mio cuore umano” e pubblicato da una splendida casa editrice indipendente che è Atlantide Edizioni.

Fiction Rai su Nada, Monica Rametta racconta la genesi della fiction

La regista Costanza Quatriglio lo aveva già adattato per un documentario, presentato a Locarno nel 2009, sull’infanzia e adolescenza di Nada Malanima, in arte Nada, fino al debutto, quindicenne, a Sanremo nel 1969. Decide, quindi, di voler indagare ulteriormente le potenzialità del testo, e farne un film per la televisione, o uno sceneggiato, come si diceva una volta. Comincia quindi il lavoro, insieme ad una sceneggiatrice, per la complessa riduzione e rielaborazione, necessarie per far scorrere e funzionare il dipanarsi della storia nel linguaggio filmico.

Abbiamo trovato particolarmente interessante, quindi, interpellare proprio la sceneggiatrice Monica Rametta, per ascoltare dalle sue parole il processo di creazione del film e ciò che le ha guidate nella creazione dell’opera finale. Al termine dell’intervista ci ha anche raccontato qualcosa sulle caratteristiche peculiari dell’attrice, che interpreta la protagonista adolescente, Tecla Insolia, una cantante che ha sorpreso tutti per le sue innate doti attoriali.
Una chiosa finale, dato che si appena conclusa la kermesse della canzone italiana: Tecla Insolia partecipò al Festivàl di Sanremo 2020, nella sezione Nuove Proposte, con il brano “8 marzo” grazie al quale arrivò seconda, vinse il Premio Lucio Dalla e il Premio Enzo Jannacci.

Francesca Clementoni

ASCOLTA L’INTERVISTA A MONICA RAMETTA:

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