Dopo gli scioperi e i volantinaggi, ecco il corteo: nonostante la conferma dello stop al trasferimento a Torino, i dipendenti dello stabilimento di Fiac compressori a Pontecchio Marconi continuano a mobilitarsi.
Stamattina alle 8 si sono dati appuntamento davanti ai cancelli ed hanno dato vita ad una “marcia” che si è conclusa con il comizio in piazza dei Martiri della Liberazione. Si tratta di uno dei primi cortei di una vertenza sindacale dopo l’emergenza coronavirus.

Fiac: la protesta contro le scorrettezze della proprietà

“Ad inizio maggio avevamo chiesto un incontro all’azienda per fare il punto sul rispetto dei protocolli di sicurezza – racconta ai nostri microfoni Eugenio Martelli della Fiom Cgil – A quell’incontro però l’azienda ci ha presentato un piano per il trasferimento dei lavoratori nello stabilimento di Torino, che ci è sembrato un licenziamento mascherato e un modo per aggirare il blocco dei licenziamenti disposto dalla legge fino a metà agosto”.

Appresa la notizia, i lavoratori hanno cominciato subito l’agitazione, uscendo dalla fabbrica, proclamando gli scioperi, bloccando le merci ai cancelli e dando vita ad un presidio permanente. Fino al corteo di questa mattina che, nel rispetto delle misure di sicurezza, ha visto un’ampia partecipazione e manifestazioni di solidarietà anche da parte dei commercianti e dei cittadini di Sasso Marconi.
Nel frattempo, i tavoli di crisi aperti in Regione e Città Metropolitana hanno prodotto un primo effetto, cioè la sospensione della procedura di trasferimento dei lavoratori. “Ma noi vogliamo che l’azienda la ritiri e cambi idea, perché pensiamo ci siano tutte le condizioni per proseguire la produzione in questo stabilimento”, osserva il sindacalista.

Il piano della proprietà produrrebbe un grande danno non solo ai lavoratori e alle proprie famiglie, ma all’intero territorio. Sono infatti un centinaio i dipendenti di Fiac a Pontecchio Marconi, a cui si aggiungono 40 lavoratori in somministrazione, 20 facchini in appalto ad una ditta esterna, 4 dipendenti di un’altra azienda di Fiac che si occupa di customer service e, per quanto riguarda l’indotto, circa 70 fornitori.
Già la settimana prossima dovrebbe tenersi un nuovo incontro per la vertenza. In ogni caso la Fiom fa sapere che le mobilitazioni proseguiranno.

ASCOLTA L’INTERVISTA AD EUGENIO MARTELLI: