La giunta di Virginio Merola ha approvato un pacchetto di misure a sostegno delle famiglie impegnando risorse ulteriori che vanno ad aggiungersi a quelle stanziate dalla regione Emilia-Romagna per ampliare la rete di beneficiari che avranno sconti sulle rette del nido, sulla mensa scolastica e sulla Tari.

Famiglie: gli sconti voluti dal Comune

Per quanto riguarda gli sconti sul nido (asili pubblici o parificati, ma anche servizi educativi di altro tipo riconosciuti dalla Regione), ai 3 milioni della Regione, il Comune aggiunge 500.000 per estendere gli sconti anche alle famiglie con un Isee compreso tra 26.000 e 35.000 euro. Gli sgravi saranno differenziati a seconda dell’Isee. Si punta, precisa in conferenza stampa il sindaco, ad un’alta personalizzazione delle tariffe tramite una differenziazione in più di 64 fasce sulla base dell’Isee (la tabella verrà dettagliata e sarà disponibile online). In questo modo vengono coinvolte nelle riduzioni 3000 famiglie sulle 4000 totali con bambini iscritti a servizi educativi. Le 1000 che rimangono escluse sono quelle con reddito superiore a 35.000 o che non hanno presentato l’Isee. La manovra si applica all’anno scolastico 2019/2020 e lo sconto sarà riconosciuto d’ufficio nel calcolo dei bollettini. A tutte le famiglie arriverà una comunicazione con i dettagli del provvedimento.

In merito alla refezione scolastica, sono previsti nell’anno scolastico 2019/2020 28 pasti gratuiti per ogni bambino iscritto al servizio in modo continuativo (scuola d’infanzia comunale e privata paritaria, scuola primaria) e 6 pasti gratuiti per gli iscritti al servizio per la sola frequenza di laboratori e attività pomeridiane nelle scuole secondarie di primo grado La misura è possibile grazie alla decisione del Comune di investire in questo 2,5 dei 3 milioni di euro che palazzo d’Accursio ha avuto come premio di merito dal Ministero dell’Istruzione grazie al proprio servizio d’eccellenza. Gli altri 500.000 euro, aggiunge il sindaco, saranno utilizzati per lanciare una campagna di educazione ambientale e alimentare per promuovere il benessere e la salute.

Il sostegno alle famiglie comprende anche la Tari, la tassa sui rifiuti e che vale al Comune un impegno finanziario di circa 2,5 milioni di euro. Dal 2020 sarò applicata una riduzione a favore dei nuclei famigliari che abbiano uno o più figli di età pari o inferiore a 26 anni e un Isee inferiore o pari a 26.000 euro. In particolare la riduzione sarà del 10 % per le famiglie con un figlio under 26; del 20 % per famiglie con due figli under 26; del 30% per le famiglie con tre o più figli under 26. La quantificazione della Tari sarà automatica una volta che il cittadino avrà presentato l’Isee. Lo sconto sarà valido dal 2020.
Merola tiene inoltre a sottolineare che fino alla fine del suo mandato non ci saranno aumenti sulla Tari nonostante l’aumento del costo dei rifiuti che però non graverà sui cittadini “per premiare gli sforzi fatti che stanno facendo recuperare il ritardo che la città aveva”.

Il Comune prevede inoltre di stanziare un fondo da 1 milione in sostegno delle famiglie con anziani a carico e un fondo da 1,5 milioni per l’affitto che privilegia le famiglie under 35.
“Si tratta di provvedimenti eccezionali – sottolinea ancora Merola – che il comune può permettersi” e che ben si accordano con il trend delle nascite positivo nella città metropolitana di Bologna che ha registrato un +3000 nel 2018.
I provvedimenti sono rivolti a tutte le famiglie “superando”, precisa il sindaco, “una discussione su cosa sia la famiglia che non ci appartiene. I genitori, comunque siano, avranno il sostegno del Consiglio Comunale. Anche i genitori non nati qui.”

Al termine della conferenza stampa una giornalista domanda perché siano state previste misure di riduzione del costo del nido e non invece la gratuità per le famiglie in particolare stato di bisogno come invece hanno fatto altri Comuni. Il sindaco spiega che il nido non è scuola dell’obbligo ed è dunque importante pagare un contributo, seppur minimo (nella fascia di reddito più bassa questo ammonta a 40 euro al mese), poiché si tratta di una scelta. La decisione sostiene inoltre l’obiettivo di aiutare un numero di famiglie il più elevato possibile: piuttosto che la gratuità per pochi si è preferito optare per una riduzione per tutti. Precisa però la Vicesindaco Marilena Pillati che esistono possibilità di esenzione grazie alle quali poco meno di 300 bambini frequentano il nido gratuitamente.
In chiusura il sindaco informa che è già sul tavolo un piano triennale per aprire 8/10 nuovi asili nido per risolvere il problema delle famiglie che rimangono in lista d’attesa per carenza di posti e che attualmente si aggirano sulle 400/500. A tutto ciò si aggiunge l’impegno a snellire il più possibile le pratiche burocratiche.

Alessia Mondelli

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