Tempo permettendo, questo pomeriggio alle 18.30, nel Parco della Montagnola, verrà presentato “Fa un po’ caldo – Breve storia del riscaldamento globale e dei suoi protagonisti” (Fabbri Editori), il libro scritto dal fisico e e capo previsore Arpae Federico Grazzini e dal fisico e divulgatore Sergio Rossi.
All’incontro parteciperà anche Fausto Tomei, modellista agro-meteorologico presso Arpae.
Il libro affronta il tema del surriscaldamento globale con un taglio rivolto a ragazze e ragazzi, ma utile anche agli adulti, facendo chiarezza e sfatando anche molte fake news che circolano sull’argomento.

Riscaldamento globale, le tante cose che dobbiamo sapere

Sfogliando il libro “Fa un po’ caldo” colpisce l’impaginazione fresca e accattivante e il linguaggio chiaro e preciso, al punto che – perché no – potrebbe diventare un sussidiario da adottare nelle scuole italiane.
“Abbiamo pensato ai ragazzi come target principale del libro – afferma ai nostri microfoni Federico Grazzini, uno degli autori – Abbiamo cercato di fare chiarezza sugli aspetti forse meno conosciuti e al tempo stesso volevamo dare anche una visione globale anche sui tanti aspetti che il riscaldamento globale interessa”.

Una peculiarità dell’opera riguarda una costante opera di demistificazione delle fake news che circolano in materia, da quelle che minimizzano l’impatto di un aumento della temperatura di “pochi gradi”, fino alla negazione dei cambiamenti climatici o dell’impatto dell’uomo.
Per farlo viene ricostruita anche la storia del riscaldamento globale, a partire dalla seconda rivoluzione industriale fino ai giorni nostri.
“Prima ancora di evidenziare l’azione antropica nel fenomeno – osserva l’autore – abbiamo spiegato come qualunque essere vivente abbia un effetto sul clima. Certo, l’uomo ha un’impronta maggiore, perché con la tecnologia e l’utilizzo delle fonte fossili sta liberando in atmosfera il carbonio assorbito in milioni di anni”.

In un libro che parla di clima rivolto ai più piccoli non poteva mancare un capitolo dedicato a Greta Thunberg, l’attivista svedese che ha sollevato il tema a livello globale, riuscendo a far nascere un movimento, il Fridays for future, che ha saputo mobilitare milioni di giovani in tutto il mondo.
“Greta ha un linguaggio chiaro e determinato – sottolinea Grazzini – e ha saputo far leva anche sull’aspetto emotivo. Nel libro cerchiamo anche di sfatare il mito che circola circa un interesse della sua famiglia, quando appare evidente che gli interessi sono opposti, sono quelli dell’industria del petrolio che ha fondato imperi economici che non vuole vedere messi in discussione”.

Un’ulteriore parte riguarda le buone pratiche che ciascuno di noi può compiere ogni giorno per salvaguardare il pianeta. Una questione che è anche al centro dell’efficacia di un’azione individuale rispetto ad un forte impegno della politica e delle istituzioni.
“Ovviamente servono entrambi gli elementi – conclude l’autore – ma l’impegno individuale arriva fino a un certo punto. Personalmente ho rinunciato all’auto da sei anni. Io posso resistere finché voglio, ma siamo in un mercato che un po’ guida i comportamenti delle persone. Per questo serve una forte azione della politica. L’Unione Europea ha iniziato a muoversi in questa direzione, speriamo che questi input vengano raccolti dagli Stati”.

ASCOLTA L’INTERVISTA A FEDERICO GRAZZINI: