Il tema dell’emergenza abitativa non è mai stato caldo quanto in questi giorni. Tra occupazioni di immobili e accampamenti in piena città, le proteste di studenti e studentesse hanno alzato i toni, unendo il diritto all’abitare con quello allo studio, a Bologna e non. La situazione è critica, ma qualcosa sembra muoversi. Proprio oggi, infatti, il sindaco Lepore ha firmato un’intesa tra Comune e Agenzia del Demanio per la riqualificazione di due ex-caserme in periferia bolognese: trattasi dell’ex Stamoto e dell’ex Perotti, che verranno coinvolte da un ampio progetto di riqualificazione di aree dismesse, per unire il contrasto all’emergenza abitativa con quello al consumo di suolo – curiosamente, proprio nei giorni in cui quest’ultimo ha presentato un conto salatissimo per la Regione Emilia-Romagna.

Ex caserme, il protocollo siglato tra Comune e Agenzia del Demanio

«Si tratta di un accordo storico per la questione abitativa – esordisce Lepore, intercettato a Palazzo d’Accursio – che dimostra quanto la nostra amministrazione tenga alle funzioni sociali e pubbliche per la città. Ed è un esempio di quello che si può fare se lo Stato e le amministrazioni locali decidono di collaborare in sinergia». L’operazione si inserisce in un quadro più ampio, che vede l’Agenzia del Demanio – in accordo col Ministero dell’Economia e delle Finanze – impegnata nella selezione di aree da riconvertire in residenze universitarie.

Per quanto riguarda l’ex caserma Stamoto – che comprende 29 edifici su un’area di oltre 130 mila metri quadri – il Comune di Bologna riceverà una permuta sull’area – direttamente dal Demanio – e se ne occuperà in toto: «da oggi il protocollo è operativo e speriamo che in sei mesi riusciremo a concludere la permuta. – continua Lepore – Dopodichè, comincerà tutto l’iter burocratico, urbanistico e di progettazione, nel quale cittadini e cittadine verranno pienamente coinvolti». Non è chiaro quali saranno tempi e modi della progettazione partecipata, ma è sicuro che non ci saranno solo studentati: aree verdi, servizi culturali e strutture sportive faranno altresì parte della riqualificazione dell’ex-caserma.

Diverso è il discorso relativo alla ex caserma Perotti, che «rimarrà di competenza dell’Agenzia del Demanio, responsabile di presentare una proposta progettuale, alla quale noi collaboreremo con consulenze in materia di urbanistica», aggiunge il sindaco. E un’idea Palazzo d’Accursio già ce l’ha: «vogliamo lanciare un concorso internazionale all’interno del programma C40, già usato per l’area del Ravone, che per il momento ha dato ottimi risultati – suggerisce Lepore – Questo potrà aiutarci ad attirare investitori o esperienze internazionali virtuose in tema di transizione energetica e sostenibilità ambientale».

Se l’esperienza di città estere potrebbe dare ottimi spunti, diverso e più ambiguo è il discorso relativo a investitori internazionali, tra i principali responsabili degli affitti alle stelle di tante delle soluzioni abitative in cui mettono lo zampino, dagli appartamenti agli studentati. Secondo Lepore, però, non c’è da preoccuparsi: «le residenze universitarie saranno pubbliche, perché l’obiettivo che abbiamo è di renderle accessibili a quegli studenti in condizioni di difficoltà economiche», conclude il sindaco.

ASCOLTA L’INTERVISTA A MATTEO LEPORE:

Andrea Mancuso

Articolo precedenteTorna GoGoBo Festival ai Giardini del Baraccano il 24 e il 25 giugno
Articolo successivoNight Hero: tutto quello che c’è da sapere sul vincitore dei Barback Games 2023 a Milano