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Nella notte tra il 4 e il 5 gennaio, una squadra dell’Enel ha scollegato l’allaccio alla fornitura elettrica dell’ex clinica Beretta, ripristinata nei giorni scorsi dagli occupanti. Usb Migranti: “gravissimo attacco alla dignità e all’incolumità delle persone”.

Famiglie e rifugiati dell’ex clinica Beretta sono nuovamente al freddo e al buio. La scorsa notte gli operai dell’Enel sono intervenuti per l’ennesima volta per interrompere la fornitura dell’energia elettrica agli 80 abitanti dello stabile occupato. A darne notizia è Usb Migranti, che fa sapere come sia stato murato il tombino sede dei collegamenti. Un analogo tentativo di distacco della corrente era stato sventato il 30 dicembre scorso grazie alla reazione degli occupanti, che pochi giorni prima, il 26 dicembre, avevano ripristinato la fornitura di energia elettrica nello stabile dopo oltre tre mesi di resistenza al freddo e al buio.

“Siamo davanti all’ennesimo atto di una farsa che evidenzia l’inconsistenza di qualsiasi dichiarazione di volontà sentita da più parti in questi giorni sul tema dell’emergenza abitativa – è il commento di Usb Migranti – Quanto accaduto stanotte rappresenta un gravissimo attacco alla dignità e all’incolumità delle persone: diritti previsti dal dettato costituzionale e dalla giurisprudenza ormai costante nell’affermare il diritto alla casa come diritto fondamentale dell’uomo”. Per l’ennesima volta gli effetti nefasti dell’art.5 del Piano Casa si fanno sentire sulla pelle degli occupanti: “Contro l’illegalità di un sistema che nega a famiglie e rifugiati i diritti basilari indispensabili alla sopravvivenza umana, la risposta degli occupanti non si farà attendere!”, conclude la nota di Usb Migranti.