Può sembrare un paradosso, ma in questa situazione d’eccezione, dove la necessità di salvaguardare la salute fisica ci costringe ad una reclusione, a rischio può essere la salute mentale. Non solo per chi presenta già forme di disagio, ma per tutti e tutte coloro che devono misurarsi con questa situazione inedita.
La salute mentale nel senso comune spesso non è presa sufficientemente in considerazione, ma meriterebbe invece una puntuale attenzione per l’importanza che ricopre. Per questo motivo, alle 18.00 di giovedì 30 aprile il Centro Studi Donati organizza un appuntamento live sulla propria pagina Facebook, intitolato “Essere vivi e rinchiusi: salute mentale e pandemia – Le fragilità al tempo del corona virus”.

Salute mentale: l’approfondimento del Centro Studi Donati

L’appuntamento del Centro Studi Donati si pone l’obiettivo di rispondere ad alcune domande. In particolare ci si chiede come vivono le persone con problemi di salute mentale questo periodo e come vengono garantite loro le cure e i servizi. Non solo: anche noi ci troviamo a vivere in una situazione completamente nuova che ci espone all’ansia e alla paura. Viene da chiedersi se aumenterà quindi il malessere psicologico e, soprattutto, cosa possiamo fare per impedirlo.

A fornire risposte, moderati da Flavia Baccari del Centro Donati, saranno Gabriella Gallo, psicologa e dirigente del Dipartimento di Salute Mentale dell’Ausl di Bologna, che ha attivato il progetto “Parla con noi comunità in connessione”, Elisabetta Bernardinello e Velia Zulli del progetto Iesa e Angelo Fioritti, direttore del Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze Patologiche.

L’impatto psicologico della pandemia e il supporto offerto

Ai nostri microfoni, Gallo spiega quale impatto sta avendo la pandemia e la reclusione per contrastarla sulla nostra psiche. “In questo momento la salute mentale di tutta la cittadinanza va sostenuta e protetta, perché è messa a dura prova sia dall’isolamento che dalla paura del contagio”, spiega la psicologa.
Per questo motivo da fine marzo è attivo il servizio “Parla con noi”, attraverso il quale diciotto psicologi rispondono alle telefonate dei cittadini.

In meno di un mese sono già 240 i contatti registrati dal servizio, in maggioranza da parte di cittadini, ma anche di utenti già seguiti dal dipartimento o da medici di base, personale sanitario e dei servizi socio-assistenziali.
“È un servizio di comunità – sottolinea Gallo – dove la comunità si prende cura della comunità”. Oltre agli psicologi dell’Ausl di Bologna, infatti, il servizio è integrato da una rete che include gli psichiatri del programma Leggieri, le associazioni di famigliari e dalla piattaforma “Sogni e bisogni”.

La risposta ai contatti è tarata sui bisogni della persona, quindi può andare da una semplice richiesta di informazioni alla richiesta di un supporto. Tra i bisogni e i problemi che emergono, un ruolo importante in questo contesto è rappresentato dalla povertà relazionale, quindi dalla solitudine avvertita dalle persone nel non poter entrare in contatto con amici e famigliari.
Lo scopo ultimo del progetto, dunque, è quello di prevenire che la salute mentale possa essere compromessa da questa situazione inedita.

Il servizio è contattabile dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 17, chiamando lo 051-6597234, consultando il sito http://www.sogniebisogni.it/ o scrivendo a info@sogniebisogni.it.

ASCOLTA L’INTERVISTA A GABRIELLA GALLO: