Due aziende dell’Emilia Romagna denunciate per condotta antisindacale. Due delegati Fiom-Cgil licenziati dalle aziende in cui lavorano per aver espresso la loro opinione: Fiom e Cigl si rifanno all’art. 28 per difendere i diritti dei lavoratori.

Dopo il licenziamento del delegato Cgil Luca Fiorini  avanzato a Ferrara da Basell, altri due casi preoccupano Fiom e Cigl, che subito chiedono una presa di posizione da parte di Confindustria e delle Istituzioni a partire dalla Regione.

Lavoratori licenziati per condotta antisindacale

Il primo caso riguarda la Metalcastello di Castel di Casio, di proprietà della spagnola Cie. Un lavoratore del sesto livello addetto al controllo qualità e delegato sindacale Fiom, un senegalese di nome Mohammed, è stato licenziato “per aver usato espressioni non consone alle modalità aziendali di gestire le relazioni sindacali” lo scorso 19 dicembre, durante un’iniziativa sulla vertenza Saeco a Lizzano in Belvedere. Il lavoratore ha dichiarato il licenziamento di 50 persone e l’assunzione di posizioni dittatoriali da parte dell’azienda. I segretari Fiom dell’Emilia-Romagna e di Bologna, Bruno Papignani e Alberto Monti, affermano di “non aver mai assistito a un caso del genere” e annunciano azioni legali nei confronti dell’azienda.

Il secondo caso riguarda la O.A.M. sita a Rastignano, Pianoro. In questo caso è stato licenziato un delegato a causa di un diverbio durante una trattativa. I segretari Fiom parlano di un vero e proprio “licenziamento per opinione”, riferendosi all’art. 28 della legge n°300/1970 (cosiddetto Statuto dei Lavoratori) che prevede un apposito procedimento per la repressione della condotta antisindacale.

Claudia Serra

Articolo precedentePremio Maccio Capatonda 2011, cinema alla radio
Articolo successivoNon c’è pace per i centri sociali: ora rischia Vag61