Si intitola “Eroi silenziosi, furbetti irresponsabili o cittadini e cittadine consapevoli e attivi?” l’evento online che si terrà alle 11.30 di sabato 17 ottobre all’interno del Festival della Partecipazione. Si tratta di un confronto tra le narrazioni pubbliche sui cittadini durante il Covid e la realtà della partecipazione civica. A prendervi parte saranno la filosofa e saggista Michela Marzano, Luca Lo Re dell’associazione Trame di Quartiere di Catania, Angela D’Alessandro della Casa delle Donne Lucha y Siesta di Roma, il presidente del Municipio VII di Roma Amedeo Ciaccheri, moderati da Flavia Trupia di PerLaRe-Associazione Per La Retorica.

Narrazioni della pandemia, tra confusione e retorica

Il tema di come viene raccontata la pandemia ancora in corso è stato spesso al centro di critiche, soprattutto durante il lockdown. Da un lato l’utilizzo di un lessico bellico, di un nemico esterno da sconfiggere, è stato segnalato come indicatore di una possibile stretta alle libertà civili che potrebbe persistere anche dopo la fine della pandemia.
Dall’altro, in merito al comportamento dei cittadini, abbiamo assistito ad un pubblico ludibrio nei confronti dei “runner“, ma anche contro la cosiddetta “movida” e alla furbizia di qualcuno per aggirare le norme.
Nelle fasi del lockdown, però, le sanzioni ai trasgressori sono state ben poca cosa e i contagi hanno viaggiato forte nei luoghi di lavoro.

Al contrario, le persone impegnate in prima linea nel fronteggiare l’emergenza sanitaria, medici e infermieri in primis, sono stati spesso definiti “angeli” ed “eroi”, con tanto di flash mob a suon di applausi a loro rivolti. I diretti interessati, pur ringraziando per il gesto, hanno chiesto migliori condizioni di lavoro e atti concreti, come un’assunzione vera e la fine di contratti precari.
Sempre sul fronte sanitario, il moltiplicarsi di virologi, epidemiologi ed esperti in televisione non ha aiutato a fare chiarezza. Al contrario, le loro opinioni spesso divergenti e in contrapposizione hanno generato ancora più confusione nella popolazione chiamata a fronteggiare un pericolo per molti aspetti inedito.

Marzano: “L’Italia meglio della Francia”

Tuttavia per Michela Marzano, che interverrà all’evento di sabato, le narrazioni pubbliche italiane sono state, per una volta, migliori di quelle francesi. “Nonostante sia portata ad elogiare il Paese dove e vivo e lavoro da tempo, cioè la Francia, considero che sia stata e si stia raccontando meglio in Italia la pandemia e si stia descrivendo meglio il comportamento degli italiani – afferma ai nostri microfoni – In Francia alcuni giorni fa si è assistito all’annuncio del presidente della Repubblica Macron, che ha decretato il coprifuoco a partire da sabato, e il coprifuoco è stato presentato ‘nonostante il modo esemplare di comportarsi dei cittadini francesi’, quando si registrano ventimila nuovi contagi al giorno”.

I problemi che intravede Marzano sono soprattutto nelle narrazioni contraddittorie degli esperti e anche in atteggiamenti irresponsabili di alcuni esponenti della politica, che continuavano a girare e incontrare persone senza l’utilizzo della mascherina.
Quanto al paternalismo che spesso ha aleggiato nelle narrazioni pubbliche, sia mediche che politiche, Marzano auspica una maggior propensione alla responsabilizzazione della cittadinanza, ma ammette il rischio di interpretare il messaggio come un laissez-faire da parte dei cittadini. “Il problema ancora una volta è come viene raccontato il pericolo di fronte al quale ci troviano – osserva la filosofa – Dobbiamo essere noi ad essere responsabili rispetto a questo atteggiamento paternalista, ma le regole e i divieti intervengono nel momento in cui ci si è confrontati ad una disorganizzazione generale”.

ASCOLTA L’INTERVISTA A MICHELA MARZANO: