Si terrà giovedì 8 ottobre, alle 18.30 al CostArena di via Azzo Gardino, “Redacta goes to…Bologna!”, l’appuntamento dell’inchiesta sull’editoria libraria Redacta per ascoltare professionisti del ramo editoriale e puntare a creare una coalizione bolognese del progetto. L’obiettivo è proprio quello di fare un fronte di freelance nel perimetro di Acta, associazione che dal 2004 si occupa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori autonomi, in un settore – quello appunto dell’editoria – dove lo sfruttamento e le paghe misere non sono un’eccezione.

Editoria libraria: l’inchiesta Redacta

Partito da un’inchiesta sul lavoro editoriale nell’aprile 2019, il progetto Redacta nasce attraverso un sondaggio al quale hanno risposto più di 300 lavoratrici e lavoratori del mondo dell’editoria, al cui interno si impone una grande evidenza: “Abbiamo scoperto cose che tutti nel profondo forse sapevamo già”, osserva ai nostri microfoni Silvia Gola.
Queste “cose” riguardano lo sfruttamento dei lavoratori – e soprattutto delle lavoratrici, pagate meno degli uomini – freelance: “Più del 50% di chi lavora freelance nell’editoria guadagna un lordo inferiore a 15000 euro l’anno, a fronte di un orario full time, quindi di 40 ore a settimana”, aggiunge Gola.

Da questa inchiesta nasce il desiderio di costituire un fronte di lavoratori e lavoratrici autonomi che domani sbarca anche a Bologna, come primo appuntamento per rompere la torre d’avorio in cui questi professionisti del mondo della cultura lavorano con “compensi raccapriccianti”.
L’intento è anche quello di stimolare consapevolezza e coscienza dei propri diritti, non molto sviluppate nel settore. “Essendo uno dei lavori vocazionali – osserva Gola – c’è molta omertà e anche molta poca voglia di parlare di compensi e di diritti”.

Redacta si muove dunque per invertire la tendenza, offendo anche nuove proposte per migliorarne la vita professionale, da un nuovo metodo per calcolare l’equo compenso alla comparsa dei nomi dei lavoratori dell’editoria nel colophon dei libri, fino ad una riflessione sugli stage, in modo che siano davvero formativi e non usati come mezzi per avere lavoro gratuito.
L’incontro consisterà nella presentazione del progetto di Redacta, quindi in una vera e propria “chiamata alle armi” dei lavoratori e delle lavoratrici nel campo dell’editoria, al fine di ascoltare le loro condizioni professionali sul territorio bolognese e mirare a renderle più soddisfacenti e rimunerative.

Rosarianna Romano

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