La notte elettorale dell’Emilia Romagna è conclusa e il voto più atteso, quello sui candidati presidenti, è assodato. Allo stesso tempo è stato registrato anche il consenso delle singole liste.
L’ultimo dato che resta è quello relativo alle preferenze espresse da elettori ed elettrici sui candidati e le candidate all’Assemblea Legislativa.
Andando a vedere, nome per nome, il gradimento di chi si candidava ad uno scranno in viale Aldo Moro, emerge che il miglior risultato personale appartiene ad Elly Schlein, che con le oltre 22mila preferenze sarà la consigliera regionale più votata in assoluto.

Elly Schlein: la storia di “Miss Preferenze”

A fare il pieno di preferenze, Elena Ethel Schlein, detta Elly, è abbastanza abituata. Nelle elezioni europee che la portarono a Bruxelles, la scorsa legislatura, raccolte oltre 53mila preferenze nella Circoscrizione Nord-Est.
Nata a Lugano, classe 1985, Schlein è nata da madre italiana e padre di origine ebree americane ed è arrivata a Bologna, dove nel 2011 si è laureata in Giurisprudenza con una tesi in Diritto costituzionale.
Fin da subito si occupa di temi sociali attraverso l’associazione Progrè che contribuisce a fondare: dalle politiche migratorie al carcere.

Attiva nel Pd, nel 2013 però segna la prima rottura con la dirigenza, dando vita ad #OccupyPd per protestare contro la bocciatura di Romano Prodi come presidente della Repubblica a causa del voto di 101 parlamentari dem.
L’anno successivo vola a Bruxelles come eurodeputata e l’anno successivo rompe con il partito, confluendo nella formazione Possibile, guidata da Pippo Civati. Un percorso che dura fino al 2019, quando nuovamente esce perché in disaccordo con la linea della segreteria.
È nell’autunno scorso che, insieme ad Articolo Uno, Sinistra Italiana ed altri dà vita ad “Emilia-Romagna Coraggiosa“, la lista per le elezioni regionali che sostiene la candidatura del governatore uscente Stefano Bonaccini.

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L’impegno al Parlamento europeo

Elly Schlein è una delle relatrici della riforma del Regolamento di Dublino, che regola la gestione dell’accoglienza dei richiedenti asilo a livello europeo, approvata dal Parlamento Europeo.
È questo uno dei temi forti che caratterizzano il suo lavoro da eurodeputata. Il Regolamento di Dublino, infatti, impone al Paese di primo sbarco dei richiedenti asilo di assolvere a tutto l’iter della domanda di protezione internazionale, quindi di accoglienza. La riforma proposta da Schlein insieme ad altri eurodeputati, invece, introduce un sistema solidale di quote obbligatorie per ciascun Paese dell’Ue.

Nonostante il tema migratorio sia stato al centro del dibattito pubblico e della propaganda della destra italiana, gli eurodeputati della Lega, in particolare, da un lato chiudevano i porti costringendo centinaia di naufraghi a sopportare giorni e giorni in nave, dall’altro disertavano le riunioni delle commissioni per la riforma che avrebbe costretto i Paesi membri dell’Ue a non disinteressarsi dell’argomento, proprio come ufficialmente pretendeva il governo gialloverde.
Ed è proprio su questo tema che, durante la campagna elettorale appena terminata, Elly Schlein ha inchiodato Matteo Salvini, incrociato a San Giovanni in Persiceto.
In un video diventato virale, Schlein chiede conto a Salvini delle assenze durante quelle riunioni in cui l’Europa stava proprio decidendo una gestione più solidale dell’immigrazione.

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