La partita che si giocherà il prossimo 26 gennaio, quando i cittadini dell’Emilia Romagna saranno chiamati al voto per eleggere i componenti dell’Assemblea Legislativa e il presidente della Regione, si fa ancora più incerta. A complicarla è stata la votazione di ieri sulla piattaforma Rousseau, con cui la base del Movimento 5 Stelle ha espresso la volontà di non prendersi una pausa dalle consultazioni e indurre i pentastellati a presentare una lista.
Secondo i sondaggi realizzati dall’Istituto demoscopico Noto questa decisione rischia di penalizzare soprattutto il governatore uscente Stefano Bonaccini, dal momento che il margine di vantaggio sulla rivale leghista, Lucia Borgonzoni, si ridurrebbe ad appena un punto. Che considerato l’errore statistico, significa sostanzialmente un testa a testa.

Elezioni Emilia Romagna: i tre scenari

“Abbiamo ipotizzato tre scenari – spiega ai nostri microfoni il sondaggista Antonio Noto – Il più realistico dei quali, a questo punto, è quello che vede il M5S presentare una propria lista elettorale”. Ciò si tradurrebbe in un consenso per Bonaccini al 45%, mentre quello di Lucia Borgonzoni si attesterebbe al 44% e quello del M5S all’8%.
Se i pentastellati avessero deciso di saltare un giro, le percentuali di Bonaccini e Borgonzoni sarebbero rispettivamente del 49 e 46, quindi il margine del presidente uscente sarebbe più rassicurante e si attesterebbe a tre punti.

Vi è poi una terza ipotesi che, in teoria, non è ancora completamente esclusa. Quella che la lista del M5S decidesse di allearsi con Bonaccini. In questo caso, il vantaggio sulla Borgonzoni salirebbe addirittura a sei punti.
“Questo fenomeno è spiegabile perché la base del M5S in Emilia Romagna si è svuotata della componente di destra – spiega Noto – mentre è rimasto lo zoccolo duro di centro sinistra o post-ideologico”.
Eppure, dopo le elezioni in Umbria e anche nelle dichiarazioni di ieri sera, Luigi Di Maio sembra escludere categoricamente un’alleanza tra grillini e Pd. “Le ragioni sono politiche, ma non strategiche – sottolinea il sondaggista – dal momento che la situazione umbra non è minimamente paragonabile a quella dell’Emilia Romagna”.

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E se il voto al M5S fosse irrilevante?

Un’analisi un po’ diversa è quella che arriva da Giovanni Diamanti, analista di YouTrend, secondo cui il voto alla lista del M5S in Emilia Romagna sarà molto deludente e, pur favorendo la destra, non inciderà particolarmente sul risultato finale.
“Fallito il corteggiamento del Pd alla dirigenza dei 5 Stelle, bisogna vedere se fallirà o meno il corteggiamento che Bonaccini farà agli elettori del M5S”, osserva Diamanti.
Quel che è certo, però, è che la decisione della base sulla piattaforma Rousseau indebolirà ulteriormente la leadership di Di Maio e il movimento stesso, dal momento che il risultato ha sconfessato l’orientamento della dirigenza stessa.

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