La calata di Matteo Salvini a Bologna, che insieme alla candidata alle regionali Lucia Borgonzoni ha inaugurato la campagna elettorale al PalaDozza, ha provocato una fortissima reazione in città.
Le due contro-manifestazioni organizzate, quella dei centri sociali con ritrovo in piazza San Francesco e intitolata “14n – Bologna non si Lega” e il flash-mob “Seimila sardine contro Salvini”, hanno portato in piazza migliaia di persone.

Almeno tremila i manifestanti che hanno animato il corteo dei centri sociali, che è stato bersagliato dagli idranti della polizia appena si sono avvicinati al PalaDozza.
Impossibile stimare, invece, quante persone sono andate in piazza Maggiore, poiché non solamente il Crescentone, ma tutta la piazza e l’attigua piazza Nettuno erano piene di gente. Si parla di almeno diecimila presente, forse di più.

La prima sfida, quella dei numeri, tra la Lega (rinchiusa al PalaDozza con una capienza di circa 5.500 persone) e la Bologna antirazzista, antifascista e solidale è stata vinta dalla seconda.
Ricordando un celebre verso di una canzone del Canzoniere delle Lame, in cui si narra la cacciata di Giorgio Almirante dall’Autogrill Cantagallo, “poc da fèr mo qué a Bulàgna pr’i fasést an’gn’è gnan un panén“.

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Bologna dice no a Salvini