Nel vivo della campagna elettorale per le elezioni regionali del prossimo 26 gennaio, la Fiom Cgil dell’Emilia Romagna presenta un documento con richieste e proposte che sottopone ai candidati e alle candidate alla guida di viale Aldo Moro.
“Non c’è nulla di nuovo in questo documento – spiega ai nostri microfoni Samuele Lodi, segretario generale della Fiom regionale – nel senso che abbiamo ribadito le nostre posizioni e le richieste che abbiamo già espresso in questi anni”. Posizioni e richieste che, comunque, il sindacato vorrebbe venissero recepite e discusse dalle forze politiche in gioco.

Elezioni Emilia Romagna: i contenuti del documento

I metalmeccanici emiliano romagnoli intervengono sia su temi prettamente legati al lavoro, ma anche su questioni che riguardano la vita delle cittadine e dei cittadini fuori dalle fabbriche e dagli uffici.
I primi attengono agli ammortizzatori sociali, che in parte sono stati cancellati dal Jobs Act, alla tutela occupazionale e a quella che la Fiom definisce “emergenza salariale” che colpisce i lavoratori dipendenti, metalmeccanici in primis. Il sindacato, quindi, chiede investimenti pubblici, che possono fare da volano anche per quelli privati, ma anche formazione professionale.

La Fiom poi interviene anche sui temi ambientali, sostenendo la necessità di una riconversione ecologica, che però non sia fatta pagare a lavoratrici e lavoratori, sui servizi pubblici che devono restare tali, così come la sanità, i trasporti e la scuola.
In più un messaggio chiaro in uno dei temi caldi della politica contemporanea: “La Fiom vuole una regione accogliente e solidale, l’Emilia Romagna o è una regione accogliente e solidale oppure non sarà più l’Emilia Romagna”. “È il momento di dire basta – si legge ancora nel documento del sindacato – a chi individua nello straniero il responsabile di ogni male del Paese per non voler affrontare i veri noti che da sempre condannano l’Italia alle periferie dell’Europa: evasione fiscale, illegalità diffusa, clientelismi, finanza pervasiva ed invasiva nell’economia reale”.

L’economia emiliano romagnola e le sfide future

“Sarebbe sbagliato negare che l’Emilia Romagna è una regione dove l’economia va meglio che altrove – osserva Lodi – ma non tutto è Bologna o Modena e Reggio Emilia, ci sono territori dove i risultati sono più negativi. Se in generale è vero che la disoccupazione è sotto il 5%, bisognerebbe porsi l’obiettivo importante di portare omogeneità di questo dato in tutti i territori“.
Per il segretario dei metalmeccanici della Cgil, lungo la via Emilia abbiamo meno crisi aziendali che in passato, ma esistono ancora vecchie crisi irrisolte e sono in forte aumento le richieste di cassa integrazione”.

ASCOLTA L’INTERVISTA A SAMUELE LODI: