“La fantasia distruggerà il potere e una risata vi seppellirà” recita un celebre motto anarchico. Così, nella sfida elettorale in Emilia Romagna, la mobilitazione non assume solo le forme tradizionali dei banchetti, dei comizi e delle manifestazioni, ma anche quella più faceta dell’ironia.
Dopo il disgustoso show di Matteo Salvini al Pilastro, dove ha citofonato in un condominio alla ricerca di uno spacciatore, arriva la risposta bolognese doc dello “Sciopero del tiro“.

Elezioni Emilia Romagna: il “tiro” e la luce

A promuovere l’iniziativa sono tre personaggi attivi a Bologna: Giorgio Pirazzoli, Simona Larghetti e Alessandro Tampieri. Lo sciopero del tiro, per il quale è stato creato un evento Facebook, viene spiegato così: “Anche tu sei turbato/a dalla violazione di privacy e tentata violazione di domicilio dei provocatori leghisti al Pilastro di Bologna? Stanco/a di ascoltare i noiosi messaggi di odio, di incompetenza, di privatizzazione della sanità e altre spacconate da bar? Trasformiamo la rabbia in ironia, e l’ironia in partecipazione! Fai lo Sciopero del TIRO! Il 26 gennaio non aprire la porta dell’Emilia-Romagna alla Lega. Esci di casa e vai a votare, scendi in strada a parlare con amici, vicini e conoscenti: non farti sorprendere al citofono, stavolta rimandiamo davvero i leghisti “a casa loro”! Accendi la LUCE, non dare il TIRO all’invasor“.

Il riferimento è all’espressione tipica bolognese “tiro”, probabilmente sconosciuta a Matteo Salvini che non è nato né ha vissuto nella nostra regione, con la quale si indica l’apertura elettrica del portone di accesso del condominio.
Secondo alcuni, l’espressione viene dal passato pre-elettrico quando, per non dover percorrere piani di scale ed aprire la porta, si usava legare una corda alla serratura e, appunto, tirarla per aprire all’avventore.
L’espressione è ancora in uso a Bologna e spesso confonde i tanti cittadini provenienti da altre parti d’Italia e del mondo, che non conoscono il gergo della nostra città. Un gergo talmente introiettato da aver indotto a scrivere la parola “tiro” anche sui pulsanti interni degli androni.

Come si svolgerà lo sciopero del tiro

Gli organizzatori dell’evento hanno fissato una durata che va dalle 7.00 alle 23.00 di domenica 26 gennaio, in concomitanza con l’apertura dei seggi per le elezioni regionali.
L’invito è molto semplice: uscire di casa per andare a votare e accendere la luce sul voto emiliano romagnolo, ma soprattutto “non aprire la porta all’invasore leghista”, spiega ai nostri microfoni un ironico signor Giorgio, che non conosce nemmeno l’espressione gergale del luogo che vorrebbe governare.
L’iniziativa, dunque, ribalta il campanilismo e nazionalismo, così come la retorica utilizzata dalla Lega sull’invasione straniera.

ASCOLTA L’INTERVISTA AL SIGNOR GIORGIO: