Il comitato bolognese di Scuola e Costituzione, la rete nazionale Scuola in Presenza, e i reparti scuola delle organizzazioni sindacali regionali Cgil, Cisl, Flc, Gilda Bologna e Uil hanno scritto una lettera ai 47 sindaci che vedranno svolgersi a ottobre le elezioni nei loro Comuni.
Vista la particolare situazione che ha penalizzato pesantemente gli studenti in questi ultimi due anni viene chiesto alle istituzioni comunali di poter esercitare il diritto di voto al di fuori degli edifici scolastici in modo da non far perdere agli studenti ulteriori giorni di scuola.

Scuole, “No ai seggi per le elezioni amministrative”

Non è la prima volta che viene avanzata questa proposta. Già in occasione del referendum costituzionale dell’anno scorso era stato lanciato un medesimo appello, raccolto da vari Comuni che avevano individuato luoghi alternativi alle scuole per votare, tra i quali il non certo piccolo Comune di Bergamo.
Sindacati e associazioni non sono nemmeno gli unici a spingere verso questo tipo di soluzione: il Governo stesso ha stanziato 2 milioni di euro all’interno del Decreto Sostegni per trovare sedi alternative e, come afferma ai nostri microfoni Bruno Moretto del comitato bolognese di Scuola e Costituzione, «c’è anche una lettera in tal senso del ministro degli Interni verso i prefetti e noi sappiamo che, ad esempio, il prefetto di Ferrara ha già scritto ai vari comuni suggerendo di trovare sedi alternative».

La data di uscita della lettera non è neutra, infatti ieri è stato l’anniversario del referendum comunale tenutosi nel 2013 dove si chiedeva l’applicazione dell’articolo 33 della Costituzione secondo cui “i privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”. In quell’occasione, le votazioni del referendum consultivo, il cui risultato è stato disatteso dalla giunta Merola, non si sono tenute nei luoghi scolastici.
Come ricorda Moretto «sono state fatte presso le sedi dei Quartieri, nei circoli Arci e centri sociali. Quindi se si vuole si può fare, è già stato fatto; certo un referendum comunale è una cosa e un’elezione è un’altra, ma alla fine si tratta sempre di votare da qualche parte».

Manuela Bassi

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