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EDUCARE A DOMICILIO UN LAVORO ESSENZIALE? SOLO A BOLOGNA. UN APPELLO

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Nello spirito di servizio che da sempre contrassegna la nostra trasmissione, “Signore e signori, il welfare è sparito!”, pubblichiamo un appello di un gruppo di colleghi che operano a domicilio sul territorio del comune di Bologna. Della questione ce ne occuperemo nella prossima trasmissione che andrà in onda giovedì prossimo, 19 marzo, alle ore 14.00.

In una situazione di pandemia, quando l’invito incessante del Governo e di tutti i presidi medici è quello di stare a casa e limitare le uscite a casi di emergenza e di lavoro improrogabile, un folto gruppo di educatori ed educatrici si muovono senza dispositivo alcuno sul territorio, entrando, non di rado, in diverse case nello stesso giorno.  

Siamo noi: gli educatori e le educatrici impiegati nei servizio di assistenza educativa domiciliare per il Comune di Bologna, dipendenti di una Cooperativa Sociale del territorio che gestisce i servizi per conto di ASP Città di Bologna.

Il servizio che svolgiamo è rivolto a bambini, ragazzi e alla loro famiglie e viene svolto a stretto contatto con l’utenza presso il domicilio della famiglia stessa. Si tratta di un servizio educativo che solo raramente va ad assolvere esigenze essenziali e indifferibili. Infatti, nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta di sostegno alla genitorialità, alla crescita e allo sviluppo delle autonomie dei minori, di mediazione delle relazioni familiari e di azioni di monitoraggio.

Per quasi tutti i nuclei seguiti, infatti, non è prevista la sostituzione in caso di assenza dell’educatore nemmeno durante il periodo estivo, quando gli educatori usufruiscono di due settimane consecutive di ferie.

Ora, all’improvviso, questi servizi vengono considerati essenziali, alla pari di quelli elencati dal Presidente del Consiglio dei Ministri!

Non sono bastati i vari decreti emanati dal Governo relativamente all’emergenza epidemiologica Covid-19!

Non è servito a nulla richiederne la sospensione alla nostra Cooperativa, al pari degli stessi servizi già da qualche giorno sospesi in quasi tutta la provincia di Bologna e della nostra Regione, ad eccezione di Bologna.

A nulla sono servite le diffide dei sindacati!

Veramente la salute di minori, di nuclei familiari e di professionisti non conta nulla per il servizio pubblico? Per il Comune di Bologna e  per ASP?

Bisognerà aspettare il primo caso di contagio per comprendere quali siano realmente i servizi essenziali, in questo momento di emergenza nazionale?

Attendiamo urgentemente delle risposte alle nostre domande

Un gruppo di educatori ed educatrici domiciliari