“Abbiamo stanziato una somma straordinaria 25 miliardi da non utilizzare subito ma sicuramente da poter utilizzare per far fronte a tutte le difficoltà di quest’emergenza”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri di questa mattina. “Sono lieti del clima che si sta definendo a livello europeo”, ha aggiunto conte.
Dopo tre settimane di dubbi ed incertezze, il governo ha iniziato ad affrontare il tema dell’impatto economico che l’emergenza sanitaria sta producendo.

Da un lato, l’annuncio segnala un ripensamento del governo sulla cifra di 7,5 miliardi inizialmente stanziata. In molti, tra cui la campagna Sbilanciamoci!, avevano previsto che non sarebbero bastati.
Dall’altro lato, occorre vedere nel dettaglio quali misure verranno adottate. Un primo indizio si avrà venerdì, quando verrà approvato il primo decreto, che ammonterà a circa 12 miliardi. Tra le misure in discussione ci sarebbero una cassa integrazione speciale, congedi parentali, lo stop alle rate dei mutui sulla prima casa per 18 mesi per chi perde il lavoro.

Economia: la ricetta di “Basta salari da fame”

Sulla pagina Facebook di “Basta salari da fame“, il libro scritto da Marta e Simone Fana, è stata pubblicata una grafica intitolata “Contenere il virus, diffondere diritti“. I due autori, che hanno studiato il mondo del lavoro e le sue disuguaglienze, hanno stilato nove punti che dovrebbero guidare le politiche governative per affrontare l’emergenza in atto senza che a pagare duramente siano sempre e solo i lavoratori.

La prima misura è quella di bloccare i licenziamenti, seguita dal garantire continuità di reddito a tutti, indipendentemente dalla condizione contrattuale. Il terzo punto riguarda la garanzia dei congedi retribuiti al 100% a cui segue l’introduzione del diritto al reintegro per chi è stato licenziato in questi giorni. Al tempo stesso, si chiede di vietare l’imposizione di ferie e permessi non retribuiti, ma anche di bloccare le attività che non producono beni di prima necessità. Chi è costretto a continuare a lavorare, inoltre, deve poter godere di un potenziamento delle misure di sicurezza.
L’elenco si chiude con ulteriori due punti: estendere l’uso di ammortizzatori sociali, ordinari e straordinari, e vietare le aperture 24/24 e garantire turni di massimo 6 ore in tutti i settori.

ASCOLTA L’INTERVISTA A MARTA FANA: