Per il sesto giorno continuano le proteste e le rivolte negli Stati Uniti dopo l’uccisione di George Floyd, il 46enne afroamericano soffocato dalla polizia. La rabbia si è espressa con manifestazioni, presìdi, saccheggi e incendi, ma non è mancata la repressione della autorità, che finora conta 1400 arresti e 3 morti, oltre al coprifuoco in 25 città.
Il presidente statunitense Donald Trump soffia sul fuoco, calando la maschera delle sue convinzioni autoritarie: da un lato ha sostenuto che se le proteste non cessano è legittimo sparare sui manifestanti, dall’altro ha affermato di voler inserire gli antifascisti nella lista delle organizzazioni terroristiche.

Di fronte alle azioni determinate dei manifestanti non è mancata la consueta retorica moderata, che arriva a equiparare il danneggiamento di cose alla violenza sulle persone. Una retorica che non ha frontiere, al punto che perfino in Italia c’è chi si è cimentato in questo esercizio, come il presidente di Italia Viva Ettore Rosato.

Il tweet di Ettore Rosato

Usa, le ragioni delle rivolte

Sono diverse le voci dei protagonisti che in questi giorni hanno spiegato le ragioni di tanta rabbia, che è stata scatenata dall’uccisione di Floyd, ma riguarda un problema più profondo e sistemico, come il razzismo delle istituzioni americane.
Tra queste voci c’è quella di Tamika Danielle Mallory, un’attivista americana che ha co-organizzato la Marcia delle Donne del 2017, sostiene il controllo delle armi, è femminista e fa parte di Black Lives Matter, il movimento che chiede la fine degli abusi della polizia sui neri.

GUARDA IL DISCORSO DI TAMIKA DANIELLE MALLORY:

Nel suo discorso pronunciato all’indomani dell’uccisione di Floyd e dell’inizio delle proteste, Mallory ha spiegato perché i manifestanti sono arrivati ad un’esasperazione tale da bruciare edifici come la stazione di polizia di Minneapolis.
“È da voi che abbiamo imparato la violenza”, sostiene l’attivista in un passaggio del discorso, sottolineando che la questione è il razzismo esercitato nei confronti delle persone nere.

LA TRADUZIONE DEL DISCORSO DI TAMIKA DANIELLE MALLORY:

Il razzismo è come la polvere nell’aria

Un’altra voce che si è alzata è quella di Kareem Abdul-Jabbar, ex stella della Nba, che ha scritto un articolo pubblicato sul Los Angeles Times.
Nel suo ragionamento, Abdul-Jabbar analizza le reazioni di fronte a quello che sta accadendo e sottolinea come una reazione perbenista appartenga a quella parte di popolazione, cioè i bianchi, che non vivono sulla propria pelle il problema della violenza razzista della polizia.

Particolarmente azzeccata nell’articolo dell’ex giocatore di basket è la metafora del razzismo come polvere nell’aria. Una polvere che, scrive, “sembra invisibile, anche se ti sta soffocando, fino a quando non permetti al sole di entrare”.
Abdul-Jabbar invita quindi a mantenere viva quella luce allo scopo di riuscire a fare pulizia e spazzare via quella polvere ovunque si posi.

LA TRADUZIONE DEL PEZZO DI KAREEM ABDUL JABBAR:

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