Dopo una prima analisi della situazione emergenziale che stiamo vivendo a causa della pandemia di coronavirus, lo storico Luca Alessandrini torna sulle nostre frequenze con una rubrica fissa, che andrà in onda ogni lunedì alle 17.30.
Nella sua riflessione odierna, Alessandrini parte da una riflessione sulla presentificazione tipica dei nostri tempi, individuando invece l’urgenza di una pianificazione democratica del dopo-emergenza.

Pianificare, ma in modo democratico

Nel suo intervento, lo storico sottolinea come la progettazione e la pianificazione della ripresa della vita dopo il picco della pandemia stia venendo svolta solamente da industriali o da task force del potere esecutivo, come avviene in Emilia Romagna. In ogni caso vengono tagliati fuori dalla discussione e dalla decisione gli organismi democratici che sarebbero preposti proprio a questo compito, come il Parlamento o le Assemblee legislative.

Un’assenza di discussione democratica rappresenta un pericolo concreto. “Non sono preoccupato per la limitazione delle libertà di individuali se servono come forma di responsabilità collettiva – osserva Alessandrini – Temo di più la semplificazione per cui quando andiamo al supermercato dobbiamo tutti consumare le stesse cose”.

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